Sarà ancora lunga la guerra giudiziaria tra Adriana Volpe e Giancarlo Magalli. Dai social i due sono passati alle aule di tribunale e il conduttore è stato rinviato a giudizio per diffamazione. Il 15 luglio sarà alle prese a Milano con la prima udienza. "Ho voluto denunciare anche per le donne che non hanno il coraggio di farlo, perché la prima cosa nella vita è il rispetto", ha spiegato la Volpe sulle pagine di Repubblica, svelando che “I procedimenti legali sono due. A Roma per le dichiarazioni che Magalli ha postato sui social, a Milano per l’intervista su Chi".

Magalli querelato due volte

La prima causa cui fa riferimento riguarda le controverse affermazioni apparse su Facebook, in cui Magalli scrisse: “Le donne si sentirebbero insultate se sapessero come fa Adriana Volpe a lavorare da vent'anni”. Una frase che la Volpe proprio non ha mandato giù, tanto da procedere per vie legali anche per tutelare  i suoi cari:

Ho portato avanti con fatica e convinzione le querele per tutelare me stessa e la mia famiglia. Sono sposata e ho una figlia di sette anni (Gisele, nata nel 2011 dal matrimonio con Roberto Parli, ndr). (…) Abbiamo lavorato otto anni insieme, non so quale sia il motivo scatenante, l’ho chiesto anche agli autori. È legittimo non andare d’accordo con qualcuno. Posso piacere o non piacere ma come donna devo essere rispettata.

Adriana Volpe e la lettera di richiamo dalla Rai

In tutto ciò, pare che la Rai non abbia manifestato particolare solidarietà nei confronti della Volpe. Da un lato, la dirigenza del servizio pubblico ha preferito Magalli a lei, confermando il conduttore alla guida de I fatti vostri e trasferendo la Volpe a Mezzogiorno in famiglia. Dall'altra, la showgirl sostiene che l'azienda non l'abbia aiutata, anzi:

Mi hanno mandato una lettera di richiamo in cui mi chiedono di tenere un profilo basso e non dare interviste. Mi hanno lasciata sola. Magalli dichiara su Diva e donna del 5 febbraio 2019: “L’ho subita per otto anni, professionalmente non la ritengo capace. Ho creato un incidente apposta”. Dice che lavoro da vent’anni in Rai grazie a una persona sola.