Uno scrittore e un divulgatore poliedrico, dall'immensa cultura, amante della filosofia e della letteratura, un uomo in grado di raccontare e spiegare con semplice immediatezza le brutture e le incomprensioni di un mondo così controverso come quello partenopeo e non solo. Luciano De Crescenzo ci ha lasciati, ma è stato uno degli uomini che meglio ha saputo raccontare e divulgare qualsiasi informazione, storia o vicenda, lo interessasse nel profondo e lo ha fatto non solo attraverso la letteratura e il cinema, ma anche con la televisione.

Le prime volte in tv

Sin dagli anni Ottanta ha lavorato come autore del piccolo schermo, ma aveva già fatto la sua comparsa in alcune trasmissioni per le sue vellietà da scrittore, dal momento che per circa vent'anni non fu questo il suo primo impiego. Con il romanzo Così parlo Bellavista ebbe il supporto di Maurizio Costanzo, che lo invitò al primo di talk show della televisione italiana Bontà loro, in onda per la prima volta nel 1976, condotto da un giovane Costanzo che conversava con vari esponenti del mondo non solo dello spettacolo, ma anche della cultura e della politica.

I programmi in Rai

Nel 1978 esordì alla conduzione del programma estivo Mille e una luce, in onda su Rai 1. Al suo fianco vi erano anche due volti noti dello spettacolo, ovvero Claudio Lippi e Ines Pellegrini. La trasmissione ruotava attorno ad una partita a dama nella quale si scontravano giocatori di varie regioni italiane, ma la sua particolarità sta nell'essere a tutti gli effetti il primo programma interattivo della televisione italiana, durante il quale i telespettatori potevano votare il loro beniamino da casa, semplicemente accendendo o spegnendo le luci nella loro abitazione, nel momento in cui gli fosse stato chiesto dal conduttore. Tutto questo grazie ad un accordo tra la Rai e l'Enel. La sua carriera in Rai non si conclude qui, anzi, l'annoso sodalizio con Renzo Arbore nato prima ancora del debutto televisivo, li vide insieme nella conduzione di un programma domenicale in prima serata, in diretta su Rai2 dal titolo Tagli, Ritagli e Frattaglie, un programma ironico, canzonatorio, in cui gag e battute si susseguivano con enorme facilità. Altro contributo significativo fu quello del DopoFestival del 1995 condotto insieme a Serena Dandini, Fabio Fazio e Gianni Ippoliti.

L'arte del divulgare

Ma il vero exploit di Luciano De Crescenzo in televisione avviene tra gli Anni Ottanta e Novanta quando asseconda la sua vena da divulgatore. Nel 1984 gli venne affidata la conduzione di Bit, un programma nel quale lo scrittore affrontava le news relative al mondo della tecnologia che commentava stesso in diretta. Ma all'inizio degli Anni Novanta De Crescenzo fu alla guida del programma "Zeus-Le gesta degli dei e degli eroi", in onda sulla Rai, il cui argomento principale era la mitologia greca. Ogni puntata era della durata di circa venti minuti nelle quali il "professor De Crescenzo" si dilettava nello spiegare i miti classici attraverso il suo stile inconfondibile, sempre vicino all'ironia, al sarcasmo e traghettato da una semplicità tale da far comprendere a chiunque, la complessità e l'intensità di certi che sfociano nella filosofia, disciplina da lui tanto amata. Trentasei episodi per poter parlare apertamente di dei, eroi, amore e guerre dal sapore epico che il conduttore apriva canonicamente con questa frase:

"Signore e signori buonasera, incominciamo con un chiarimento: al tempo di Socrate non c'era la televisione. E allora voi vi chiederete: "cosa facevano i Greci in quel tempo senza la tv?" Semplice, ascoltavano i miti". 

La carriera televisiva di Luciano De Crescenzo rispecchia il suo spirito, quello di un uomo affezionato alle parole, un intellettuale a tutto tondo che si è lasciato incuriosire dal mondo attrattivo della televisione, senza rinunciare a quell'innata capacità di raccontare il mondo a suo modo, quella sagacia e quella sensibilità che è propria degli uomini colti, degli uomini che della curiosità ne hanno fatto il mantra della loro intera esistenza.