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5 anni dalla morte di Mike Bongiorno, un erede non c’è e forse mai ci sarà

L’8 settembre 2009 se ne andava il personaggio in assoluto più rappresentativo della storia della tv italiana. Oltre al ricordo, la domanda è: qualcuno è in grado di sostenere il suo testimone?
A cura di Andrea Parrella
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Gli anni appena successivi alla morte di Mike Bongiorno sono stati decisamente turbolenti, per capirlo basterebbe ricordare il caso della tomba trafugata e la salma ritrovata solo diverso tempo dopo, riconosciuta dalla famiglia. Allo stesso tempo, gli ultimi mesi di vita di Mike furono connotati, a livello professionale, da alcune incertezze, dopo anni in cui il suo lavoro, prima di pioniere e poi di senatore della tv era stata la certezza assoluta della sua vita: in un'intervista a Fabio Fazio rivelava di una incomprensibile rottura dei rapporti con Berlusconi, così del suo contratto di lavoro con Mediaset, senza che lui potesse capire per quale motivo questa divisione si fosse consumata. Ma questa sorta di fulmine a ciel sereno non minò la sua tranquillità, perché il re di Rischiatutto aveva trovato in Fiorello il suo sodale utile a sostenere la sua ennesima giovinezza televisiva, tra spot, ipotesi di programmi con Sky, una sorta di ubiquità che riviveva nelle imitazioni dello showman siciliano. In pratica, mentre Bongiorno si allontanava dalla televisione come mai lo era stato, nessuno se ne accorgeva, reputandolo sempre lì, stabile. Oggi Mediaset Extra lo omaggerà di una maratona televisiva, provando a compensare il disappunto di una moglie, Daniela, che qualche settimana fa rimproverava Rai e Mediaset di aver scordato suo marito.

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Cinque anni fa il personaggio più noto della storia della televisione italiana moriva, l'8 settembre, omaggiato dalla sua Milano in piazza del Duomo, dove sfilarono tutti i suoi amici di una vita, compreso Berlusconi stesso. Ed oggi, a guardare la televisione, tutti quanti colgono l'occasione per domandarsi: chi è l'erede di Mike Bongiorno? Esiste?. Lui onorava di questo titolo Gerry Scotti, per la sua relazione stretta con il mondo del quiz, altri hanno creduto che questo testimone lo avesse ceduto all'amico Fiorello, o a Fazio, vista la vicinanza ad entrambi i personaggi.

Ma la risposta più sensata, francamente, è che quello che il personaggio di Mike Bongiorno è giunto a rappresentare, grazie alla storia personale, alla perseveranza e abnegazione, ferma convinzione in ciò che facesse, cannibalismo professionale (nel suo senso positivo), difficilmente saranno riscontrabili in un altro personaggio televisivo al punto da farci notare un'analogia. Una conclusione che accontenterà chi crede Mike unico, ma anche chi non dovrà più accollarsi la responsabilità di inseguirne il mito. Quando si diventa miti, non si può essere inseguiti. D'altronde quel concentrato di spontanea umanità, inconsapevole ironia, ma pure quella granitica serietà nei modi che rendeva la gaffe un esercizio di stile, non sono tratti che un'altra persona possa trovarsi, tutti insieme, nel proprio bagaglio.

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