10 Settembre 2011
11:44

1952-2011: 59 anni fa nasceva il Tg e l’informazione in tv

Il 10 settembre 1952 veniva trasmesso il primo telegiornale nazionale segnando l’avvento dell’informazione televisiva. I tratti distintivi del primo Tg, tra sperimentazione e improvvisazione, si perfezionano negli anni fino ad arrivare ai nostri giorni.
A cura di laura tortora
tg rai 1952

È nato prima il telegiornale o la televisione? L'inizio ufficiale delle trasmissioni Rai è avvenuto il 3 gennaio del 1954, ma ancor prima, in una fase sperimentale, il 10 settembre del 1952 viene mandato in onda il primo telegiornale della storia italiana.

Dallo studio televisivo di Torino uno speaker legge le notizie e sullo schermo scorrono, in bianco e nero (per l'avvento del colore bisognerà aspettare gli anni '70) le immagini dei primi servizi del tg numero uno in senso assoluto: la regata storica a Venezia che si era tenuta proprio in quei giorni, i funerali del Conte Sforza e , per la sezione costume&varietà, una corrida in Portogallo e le sigarette elettorali prodotte in America in occasione del duello elettore Stevenson Vs Eisenhower; infine lo sport con la vittoria di Ascari al Gran Premio di Monza.

Il telegiornale del 1952 andava in onda tre volte alla settimana, a giorni alterni (un “inedito” alternato ad una replica) e in un crescendo di edizioni (nel 1953 vengono trasmesse 94 edizioni serali del telegiornale) solo nel 1954, con l'avvio ufficiale delle trasmissioni Rai, il Tg diventa quotidiano con i relativi problemi organizzativi: erano tempi avventurosi, in cui tutto era sperimentazione ad opera di pochi uomini con altrettanti scarsi mezzi.

Servizi che hanno fatto la storia di quegli anni sono quello relativo all’incoronazione della regina Elisabetta perché fu trasmesso nello stesso giorno della cerimonia, e quello dei funerali di Stalin, passato alla storia per la "figuraccia" fatta dalla redazione del tg che mostrò un video di repertorio tratto dall’esiguo archivio: peccato che alla fine del servizio sugli schermi ci fosse Stalin vivo e vegeto!

I pionieri dell’informazione televisiva

È un’informazione televisiva che muove i primi passi, avendo a modello soprattutto l’esperienza dei radiogiornali –  da qui la presenza di uno speaker che legge le notizie con voce chiara, senza inflessione dialettale e con distacco – e del cinegiornale, per quanto concerne la realizzazione del servizio.

Nei primi anni, in quello che si può definire il Tg delle origini, i pioneri dell’informazione in tv sono il primo mezzobusto Riccardo Paladini, volto e voce del telegiornale e Vittorio Veltroni, il primo responsabile dell’informazione in Rai, e Bruno Ambrosi, protagonista del tg del 1954.

Il telegiornale delle origini dovette superare diverse difficoltà, come riuscire ad ottenere nel modo più rapido le immagini che i giornali normalmente descrivevano o organizzare collegamenti nel prieno delle trasmissioni.

le prime telecamere rai

Il telegiornale inizia a sfruttare le sue potenzialità quando le telecamere escono fuori dagli studi televisivi, mostrando istantaneità e realismo delle immagini grazie alle quali i primi attoniti telespettatori si ritrovano, ad esempio, all’interno di una sala chirurgica durante una delicata operazione, partecipano ad una sfilata di abbigliamento o alle selezioni di Miss Bellissima, ascoltano le prime previsioni e i commenti delle partite della domenica, dalla voce di giocatori come Boniperti.

La regia delle riprese esterne in principio è affidata ad ingegneri e tecnici, poi viene chiamato un regista, Giovanni Coccoresi: dai 3-4 giorni che occorrevano negli anni ’50 per realizzare un’esterna, dopo dieci anni si passa ad 1 ora e mezza.

L’avvento dei telegiornali delle altre reti

I cambiamenti più rilevanti nell’informazione si registrano con la nascita nel 1961 del telegiornale della Seconda Rete (diretto da Ugo Zatterin), seguito nel 1979 dal Tg3, con il quale nsce la Testata Giornalistica Regionale.

Gli anni Ottanta sono anni di grande sperimentazione, in cui diversi network si affacciano nel mondo dell’informazione: nel 1980 debutta Contatto, il primo tg privato a diffusione nazionale diretto da Maurizio Costanzo, seguito sei anni dopo da TMC news, nel 1987 dal TgA di Emilio Fede e l’anno successivo da Dentro la notizia, il notiziaro con cui la Fininvest sfida apertamente la Rai.

Gli anni passano e i telegiornali e le trasmissioni d’informazione e di approfondimento aumentano: nel 1991 è la volta di Studio Aperto su Italia 1, l’anno successivo nascono il Tg5 di Enrico Mentana (dopo la sperimentazione di Canale 5 news) e il Tg4 di Emilio Fede. Con Nel 2001 nascono La 7 e il suo telegiornale e nel 2003 debutta Italia Sky News 24.

telegiornale nazionale

Il telegiornale dopo 59 anni

Il primo telegiornale della storia italiana il 10 settembre 1952 ha inaugurato nuove modalità per gli italiani per la fruizione dell’informazione, istituendo il “rito” del Tg; così come 59 anni fa le famiglie si riunivano davanti la "scatola magica" per vedere cosa era successo a chilometri di distanza da loro, ancora oggi spesso il momento del telegiornale va a coincidere (almeno per un’edizione) con il momento del pranzo o della cena degli italiani scandendo, in parte, i tempi televisivi e sociali.

Certo, il telegiornale avrà in parte perso il “potere” di catturare l’attenzione degli italiani che non devono più aspettare il Tg per aprire le porte di casa al mondo esterno, ma per molti il telegiornale resta ancora la fonte privilegiata di informazione (se non addirittura l’unica): si pensi a chi non legge i quotidiani (e i dati in calo delle vendite anno dopo anno dimostrano che sono sempre in più a non farlo) o agli analfabeti digitali che non possono usufruire dell'infinita quantità di informazioni presente in rete.

Chi fa della televisione  l'unica fonte di notizie per aggiornarsi su cosa accade in Italia e nel mondo può usufruire di una quantità di informazioni – che non sempre è sinonimo di qualità – offerte dai telegiornali delle diverse reti e dalle trasmissioni di approfondimento, il tutto da vagliare sempre con personale spirito critico perchè se il Tg è, così come quasi 60 anni fa, una fonte primaria di informazione, oggi più di ieri è possibile soppesarne taglio e contenuti per non essere "semplici e ingenui" telespettatori.

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