Manuel Agnelli è stato il personaggio rivelazione di questa edizione di “X Factor”. Lo show si prepara a chiudere i battenti proprio questa sera, quando sarà eletto il vincitore di questa edizione. Agnelli si dice generalmente contento del modo in cui sono andate le cose, sebbene si auguri che il programma riesca a dare di più. Preciso, musicalmente illuminato e pronto a dare spettacolo, il leader degli Afterhours considera positivo questo primo bilancio, tanto che sarebbe pronto a ripetere l’esperienza

Devo ancora pensarci. Il mondo della tv era nuovo per me e mi ci sono trovato sorprendentemente bene. Sono riuscito a essere me stesso, però sono anche provato, ho scoperto che X Factor coinvolge al 100% e che non si stacca mai. Lo show ha battuto ogni record e dal punto di vista produttivo è inattaccabile, è una bomba, mi ha insegnato moltissimo. A livello di contenuti mi pare abbia potenzialità inesplorate: può diventare ancora più importante. Diciamo che ora è uno spettacolo televisivo musicale, a me piacerebbe diventasse uno spettacolo musicale in tv. Si potrebbe rendere la formula più avvincente.

Non si sbilancia, però, sulla sua presenza all’interno della prossima stagione: “Intanto, così dà per scontato che io faccia anche la prossima stagione, il che non è certo. Idee ne ho, ma ora non posso e non voglio discuterle”.

Sui colleghi: “Fedez grande manager, Soler un professionista”.

Agnelli ha lavorato affinché la sua immagine non uscisse stravolta da X Factor, riuscendoci in pieno visto che è tra i giudici che maggiormente hanno convinto il pubblico, sebbene sia stato dipinto come “il più cattivo del reame

Il montaggio tv un po’ enfatizza, però nelle puntate in diretta a volte sono stato cattivo, a volte Mefistofele. Poi sono stato attento a non diventare macchietta. Ho cercato di rimanere onesto intellettualmente: se una cosa mi piaceva, lo dicevo.

Si sbilancia infine sui colleghi, e soprattutto nel giudizio su Arisa con la quale non sono mancate le liti

Fedez è un grande manager, un produttore, a vendere dischi in Italia è il numero uno (e due e tre, e quattro). Lo stimo. Soler da me musicalmente è lontanissimo, però è una persona fantastica, molto intelligente. Un gran professionista. Arisa la vera punk del tavolo, un elemento di disturbo che ci voleva. Dovrebbe tirar fuori anche nella musica il lato oscuro che ha nella vita e nella voce.