Il ritorno in carcere di Fabrizio Corona è tra le principali notizie degli ultimi giorni. L'imprenditore è di nuovo in stato di reclusione dal 25 marzo, in seguito alla richiesta dei magistrati dovuta alla violazione ripetuta delle restrizioni che gli erano state imposte dopo la libertà concessa un anno fa. Molte le reazioni al suo nuovo arresto nelle ore successive alla divulgazione della notizia, tra queste quella di Vittorio Sgarbi, che si è schierato in sue difesa, ritenendo che le motivazioni con le quali è stato richiesto nuovamente l'arresto di Fabrizio Corona siano di natura moralistica e non abbiano effettivamente una rilevanza penale.

Con un lungo post pubblicato su Facebook Sgarbi ha spiegato la propria posizione, definendo inaccettabile la decisione del magistrato, oltre che inquisitoria. Secondo Sgarbi i reati commessi dall'imprenditore non rappresentano un danno alle persone e dunque avrebbero richiesto un trattamento differente. Ecco quanto ha scritto il parlamentare.

Inaccettabile il carcere per Corona.
Dal magistrato giudizi moralistici.

Il carcere per Corona è evidentemente una misura moralistica e inquisitoria, così come le condanne per reati che hanno a che fare col pettegolezzo o la violazione della privacy.
La misura per tali reati, che non rappresentano un danno alle persone o al patrimonio, dovrebbe essere la pena pecuniaria. Tant’è che gli affidamenti terapeutici e la libertà sostanziale di cui ha goduto danno la misura della non pericolosità sociale di Corona.

Adesso si scopre che deve tornare in galera perché non ha rispettato alcune regole o alcune “restrizioni”, facendosi spesso riprendere dalle telecamere.

Certo, io l’ho visto, l’abbiamo visto, ma non mi è sembrato né pericoloso né offensivo. E mi sembra che solo l'arbitrio del magistrato, non una legge, possa impedire a una persona di esprimere le proprie opinioni in casa, in televisione o in piazza.
Mi sembrano forme di abuso e di arbitrio e non mi sembra accettabile la motivazione indotta dal magistrato di sorveglianza Simone Luerti che ha giudicato Corona “colpevole di eccessiva superficialità”. La valutazione non riguarda la sfera penale ma quella morale. È quindi inaccettabile.