Quando parla Vittorio Feltri, la dichiarazione che fa notizia è dietro l'angolo. Negli ultimi anni una certa incontinenza verbale e la propensione al politicamente scorretto hanno fatto del giornalista un personaggio a tutti gli effetti (non a caso Crozza ha tratto spunto per una fortunatissima imitazione). E Feltri ha fatto notizia anche oggi, parlando al programma  radiofonico "Un Giorno da Pecora" di sé e del suo rapporto con gli oggetti e le abitudini che appartengono alla quotidianità:

I selfie? – ha detto Feltri al programma condotto da Giorgio Lauro e Geppi Cucciari – Non c’è nulla che mi rompe di più. Se me ne chiedono uno, per un minimo di garbo accetto di farlo ma dentro di me c’è un bollore di ira, perché questa abitudine è diventata ormai un’epidemia.

Il punto di partenza, naturalmente, è la tendenza di molti personaggi politici a fare un uso smodato dei selfie, considerandolo anche uno strumento per incrementare il proprio consenso, strategia cui è aduso il vicepremier Matteo Salvini: "Mi scoccio di fare i selfie sia con gli uomini che con le donne – prosegue Feltri – forse un po’ come quando me li chiedono le donne. Preferirei essere lasciato tranquillo, senza avere rotture di palle".

Il direttore ha poi parlato della cura di sé e di questioni tricologiche: "I miei capelli sono bianchi, ma la cosa mi lascia indifferente, è normale che accada. Metto solo un prodotto che impedisce l’ingiallimento del bianco dei capelli, una cosa che dà il senso di sporco, e siccome io non sono sporco cerco di apparire nel miglior modo possibile. Ma non mi tingo i capelli, mica sono Berlusconi". Riferimento all'ex premier che non poteva restare inespresso, tant'è che i conduttori approfittano per chiedere a Feltri, ironicamente, se effettivamente Berlusconi li tinga:

No, lui mette la moquette al posto dei capelli. A lui piace così ma a me non me ne frega niente.