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Tragedia di Corinaldo, a Domenica In c’è Briga contro Paolo Crepet: “Non è colpa di Sfera Ebbasta”

La tragedia di Corinaldo, in provincia di Ancona, è in primo piano a “Domenica In”. Il parterre di ospiti esprime la propria opinione su quanto successo ed è duro scontro tra lo psicologo Paolo Crepet e il rapper Briga, che difende Sfera Ebbasta: “Non è colpa sua se è successo quello che è successo”. Duro Crepet: “Alcool, droghe e morte, sono esempi che non dobbiamo seguire”.
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"Domenica In" dedica l'intera puntata sulla tragedia di Ancona, nella discoteca di Corinaldo "Lanterna Azzurra". In un parterre di ospiti variegato, tra cui Paolo Crepet, Briga è il più attaccato dal noto psicologo, il quale addossa ogni responsabilità alla trap-star Sfera Ebbasta. Per Paolo Crepet, la responsabilità civile è da dividersi tra quanti hanno venduto più biglietti rispetto alla capienza del locale Lanterna Azzurra e tra l'artista, che veicola messaggi che inneggiano a droga e alcool. Briga, il rapper ex Amici, ha condannato profondamente questo tipo di ragionamento.

Le parole di Briga

Per Briga, da sempre esistono artisti che non conducono una vita esemplare, ma non per questo hanno responsabilità nei confronti della società.

Ci sono artisti che da sempre non conducono una vita esemplare, che magari parlano anche di questo nelle canzoni, e adesso dobbiamo parlare dei messaggi che veicola un trapper? Noi abbiamo una responsabilità, ma sono delle responsabilità minori rispetto a quello che un genitore ha nei confronti di un figlio. Non mi sento di additare uno Sfera Ebbasta come colpevole morale per il tipo di testo che lui scrive. Stia nell'intelligenza delle famiglie, o dei ragazzi, capire che una cosa è una canzone, una cosa è un film, una cosa è la realtà. Allora non ne guardiamo più di film violenti o supereroistici?

Le parole di Paolo Crepet

Alla fine, i due si sono salutati dissociandosi l'uno dai pensieri dell'altro. In particolare, Paolo Crepet ha così concluso il suo ragionamento nella fase di apertura di "Domenica In".

Io penso che dobbiamo insegnare ai figli che la vita è straordinaria e non dobbiamo insegnargli la morte. Noi dobbiamo dargli esempio di passione, le cose semplici e positivi ma alcol, droghe, morte e carrozzelle per tutta la vita, è una cosa che non dobbiamo fare. Se io scrivo in un testo che devo scolarmi la bottiglia di rum e andare a 180 all’ora, c'è qualcosa che non va e ho delle responsabilità.

Identificato il minore che ha spruzzato lo spray

Intanto, è stato identificato il minore che ha spruzzato lo spray al peperoncino tra la folla. Il minore rischia a questo punto l'incriminazione per omicidio preterintenzionale. Non è ancora chiaro il motivo del gesto, tra le ipotesi quella di creare un diversivo per poter rubare indisturbato collanine, braccialetti e smartphone.

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