Stefania Petyx, inviata di Striscia la notizia, è stata aggredita a Palermo a colpi di bastone e secchiate d’acqua. La celebre protagonista del noto tg satirico di Antonio Ricci stava realizzando un servizio su una villa occupata abusivamente da 4 famiglie.

I motivi dell’aggressione

Secondo quanto si legge sulla pagina Facebook ufficiale di Striscia la notizia, la Petyx sarebbe stata aggredita a colpi di bastone e secchi d’acqua mentre si trovava in corso Alberto Amedeo, a Palermo, insieme alla sua troupe. Pare che insieme all’inviata ci fossero un cameraman e un’autrice, anche loro vittime dell’aggressione. La Petyx stava realizzando un video relativamente al caso di una villa liberty di proprietà dell’Ospedale Civico, dichiarata inagibile ma occupata abusivamente da poco più di un anno da quelle che pare siano 4 famiglie. Striscia aggiunge che, prima della realizzazione del servizio, erano giunte in redazione alcune segnalazioni legate a presunti lavori di ristrutturazione cominciati da poco, che avrebbero potuto impedire in seguito il risanamento di una struttura dall’elevato valore storico e architettonico. L’aggressione ai danni della Petyx e della sua troupe sarebbe stata interrotta dall’arrivo della polizia che avrebbe provveduto a identificare alcuni tra gli aggressori.

Il commento di Stefania Petyx

La stessa Petyx, già vittima di un'intimidazione in passato, ha raccontato l’episodio per poi aggiungere: “Continuo a fare il mio lavoro. Per fortuna ho la testa dura”. Moltissimi sono i messaggi di solidarietà ricevuti dall’inviata attraverso la sua pagina Facebook, molti dei quali scritti da utenti che desideravano sincerarsi rispetto alle sue condizioni di salute.

La denuncia dell’ospedale

La direzione dell’ospedale che detiene la proprietà della villa liberty oggetto della contesa ha diramato un comunicato in merito a quanto accaduto in queste ore:

Abbiamo avviato le procedure per lo sgombero dell’immobile e la giustizia, con i suoi tempi, ha risposto. Abbiamo mandato in esecuzione lo sfratto e ora attendiamo l’ufficiale giudiziario. Conoscevamo la pericolosità di questo immobile e per questioni di sicurezza abbiamo cercato di impedirne l’accesso chiudendo gli ingressi e le finestre.