In queste settimane di emergenza sanitaria, gioco forza, stiamo riscoprendo una televisione silenziosa, libera dal frastuono che negli ultimi anni, con sempre maggiore violenza, faceva da sfondo a talk show, politici e generalisti. Improvvisamente dai programmi Tv spariscono applausi e grida e, dopo un momento di iniziale disorientamento in cui si percepisce il terrore di non riuscire a riempire i vuoti, abbiamo scoperto che non è poi così male. Il frastuono degli ultimi anni aveva contribuito all'effetto distorsivo di una criminalizzazione dei silenzi in Tv, trasformandoli in sinonimo di imbarazzo: se non si riempie il vuoto, allora vuol dire che non c'è nulla da dire. Basta pause, ritmi serrati e, lì dove non c'è ritmo, vai di applausi, molto spesso comandati, se non registrati.

Una sorta di elemento scenico che si è rivelato fondamentale per restituire l'idea di un certo tipo di atmosfera, ma che nel corso del tempo si era reso indispensabile, fino a quando non si è smaterializzato a causa del coronavirus, dimostrando di non essere poi così cruciale.

Pensiamo ad Amici, che in 18 anni ha fatto del pubblico urlante un fattore distintivo, un dettaglio ritenuto indispensabile ai fini della resa del programma. E invece quest'anno, pur senza gli schiamazzi, quelle grida da ultrasuoni che sono parte del pedigree del programma, è andato avanti lo stesso. Anzi, è riuscito anche a riscoprire il valore stesso dei silenzi, delle pause, come accade in una coppia in cui le due persone, a un certo punto, capiscono il valore dei momenti in cui nessuno dei due ha bisogno di riempire i momenti di silenzio.

E non è valso solo per il programma di Maria De Filippi. Riguarda Barbara d'Urso, Fabio Fazio, Massimo Giletti con il suo Non è l'Arena, Fuori dal Coro di Mario Giordano, persino diMartedì di Giovanni Floris, che negli ultimi anni aveva inspiegabilmente deciso di spremere lo strumento degli applausi del pubblico in maniera parossistica, ai limiti del ridicolo, svilendo il valore dell'applauso stesso. C'è anche chi ha scelto una strada differente, come la squadra di Propaganda Live, che invece gli applausi li usa volutamente, ma per finta, per dare sostanza a un pubblico fatto di cartonati di personaggi famosi della politica e dello spettacolo. Ma qui la chiave è sempre e comunque ironica, come la cifra che contraddistingue il programma condotto da Diego Bianchi.

È fuori da ogni dubbio che il pubblico tornerà, appena possibile, a popolare gli studi televisivi, essendo di fondamentale importante per molti programmi, specie i talent. Però dai, una boccata d'aria non fa mai male.