Sabina Guzzanti cacciata dalla battigia, se la prende coi politici: “Ladri”

A cura di A. P.
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La regista racconta su Facebook qualcuno le abbia impedito di sostare sulla battigia in corrispondenza di un locale privato ligure. Lei protesta contro la classe politica senza mezzi termini al grido: “Hanno venduto le nostre spiagge”.
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Non ha perso un attimo Sabina Guzzanti a manifestare tutto il suo disappunto per quanto le è accaduto su una spiaggia ligure. La comica e conduttrice, oltre che regista, stava infatti camminando sul bagnasciuga della spiaggia di Albissola, in Liguria, quando avrebbe deciso di tuffarsi in acqua in corrispondenza del Bau Bau Village. A quel punto un addetto si sarebbe avvicinato a lei impedendole, di fatto, di restare sulla battigia, per non aver pagato il biglietto. Sabina Guzzanti racconta l'accaduto in un post su Facebook, nel quale si dimostra a dir poco infuriata nei confronti di quanto accaduto, appellandosi alla legge secondo la quale i primi metri di spiaggia a partire dal mare non possano appartenere ad un privato e siano di fatto pubblici. Impossibile sarebbe, dunque, vietare a qualcuno il passaggio e la permanenza sulla battigia stessa.

L'invettiva di Sabina Guzzanti è diventata di tipo politico, visto che la regista non ha esitato a fare riferimento proprio alla classe politica che rappresenta il paese e, come immaginabile, i suoi toni sono stati tutt'altro che concilianti:

LADRI MERDOSISSIMI NON CI FATE PAURA

Sono cresciuta sapendo che la spiaggia è di tutti. Nessuno può chiudere gli accessi al mare e a 5 metri dalla riva.

Oggi la regola è stata INTERPRETATA diversamente. Non si può sostare, non si può mettere un asciugamano sulla sabbia. Si può solo transitare.
Questo perché i nostri corrottissimi politici hanno venduto le nostre SPIAGGE.

Hanno venduto le nostre spiagge a chi ha garantito loro la tangente più grossa. Il vitalizio, l'accordo più conveniente. A noi non è arrivato un soldo, nessun beneficio, anzi, come in tutte le privatizzazioni.
Riescono a impedirti di utilizzare la parte pubblica di una spiaggia con la scusa che ostacoleresti eventuali operazioni di soccorso. Una presa per il culo pura e semplice. Sta volta l'ipotesi dell'emergenza addirittura viene chiamata in causa.

In questo caso secondo voi cosa significa LEGALITA'? Rispettare una legge ingiusta o ribellarsi?

Io ho scelto la seconda. Ho detto alla ligia burocrata che è venuta a importunarmi chiedendomi di andarmene, che poteva chiamare i vigili se voleva o la polizia, ma non poteva rivolgermi la parola.

Ho pure cercato di spiegarle che dovevo prendere il treno ed ero venuta a fare giusto un tuffo, ma la peutalnte applicatrice dell'ingiustizia legalizzata, voleva insegnarmi a vivere.
Voleva che riconoscessi il fatto che il suo padrone era padrone della spiaggia e del mare.

L'ho pregata di sparire perché altrimenti pur di mostrarle la mia ostilità sarei rimasta lì e avrei perso il treno.

La stronza si è fatta un po' più in là.

Anche qui se fossimo in tanti a dire che le spiagge non si vendono, i nostri aspiranti colonizzatori batterebbero in ritirata.
Ce le vedete le questure piene di di cittadini in costume da bagno?

A poche ore di distanza è tuttavia arrivata la risposta da parte della titolare del bagno incriminato, che ha invece descritto una situazione differente: "La signora ha fatto il bagno e si è stesa con le sue cose sulla battigia davanti a noi proprio mentre i bagnini la stavano ripulendo: le abbiamo chiesto di spostarsi e lei ci ha insultati, l’hanno sentita anche i vigili chiamati da me al telefono. Il problema non era il bagno, se ce lo avesse chiesto la facevamo passare anche gratis, ma lei si è stesa sulla battigia e non voleva spostarsi: non è vietato passare, ma sostare sì".

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