Il programma pomeridiano dell'estate, "Io e te", affidato alla conduzione di Pierluigi Diaco, in questa nuova stagione televisiva è passato in seconda serata, prendendo il titolo di "Io e te, di notte". Nella scorsa puntata è stato ospite Roberto D'Agostino.

La gioventù ribelle

Il fondatore di Dagospia è sempre stato un personaggio fuori dagli schemi, come dimostra anche la testata che porta il suo nome, quindi non stupisce che la sua vita sia stata ricca di avvenimenti interessanti che hanno caratterizzato il suo passato. Aneddoti che attingono dalla sua giovinezza e raccontano di un ragazzo ribelle, che non aveva paura di affermare le sue idee, nonostante fossero radicalmente opposte alle convinzioni dell'epoca, come è lui stesso a raccontare:

Da giovane ho letto tantissimo perché ero balbuziente. Non potevo parlare con gli amici, mi prendevano per il sedere. Quindi dialogavo con me stesso e leggevo, leggevo, leggevo. Ne ho fatte tante. Una volta fui buttato fuori di casa perché rubai la pelliccia a mia madre per andare al Piper. Ero andato a vedere i Rolling Stones al Palazzetto e notai Brian Jones con la pelliccia di lupo e le babbucce rosa. Ero col mio amico Paolo, dissi ‘cazzo, che figa’. Quando arrivai a casa alle tre di notte con ‘sta pelliccia, alzai lo sguardo e i miei genitori erano affacciati. Papà mi vede con la pelliccia e si rivolse a mamma: ‘oh, c’avemo un figlio frocio’. All’epoca non capivo che per un genitore era uno choc culturale vedere un figlio con la pelliccia, dovevo comprendere, ma non capivo.

L'idea di Dagospia

Insomma non si può dire che Roberto D'Agostino non abbia mostrato fin da subito la sua vena anticonformista, che l'ha portato ad essere uno dei più noti opinionisti degli ultimi anni. Oltre che un esperto di costume, si è specializzato con gli anni nel gossip italiano, sale quotidiano di Dagospia che quest'anno ha dato il via al celeberrimo Prati Gate. La sua creatura giornalistica è stato un modo per evadere dalla carta stampata, come rivela nel salotto televisivo di Diaco:

È stata la mia terapia. Superati i cinquant’anni, avevo bisogno di riprendermi dalle vicissitudini che avevo avuto con la carta stampata dove facevo pagine e pagine di vita pettegola su l’Espresso.

Il rapporto con la moglie

La lunga intervista notturna ha toccato anche le corde della vita sentimentale del giornalista, che ha raccontato ai microfoni della trasmissione il suo rapporto con la seconda moglie, Anna Federici, sposata nel 1997 dopo il primo matrimonio con Tina Semprini. Di questo legame, ormai più che ventennale, il padre di Dagospia ne parla in termini entusiastici, sottolineando la loro complicità:

Quello che ci unisce è il fatto che siamo complici. Il vero problema nelle coppie è solo quello della comunicazione, spesso non ci si parla e ognuno va nella sua strada. Le coppie devono parlarsi, raccontarsi e farlo in maniera complice. Tanta gente non parla, va dall’analista o lo fa con le amiche.