A distanza di anni, Rita Dalla Chiesa rimpiange ancora l'addio a Forum, il programma che le ha regalato le maggiori soddisfazioni professionali. In una bella intervista rilasciata al Corriere della Sera, confessa di non aver mai più guardato il programma da quando è passato sotto la gestione di Barbara Palombelli e ammette che la scelta di sospendere momentaneamente la trasmissione e il suo successivo addio a Mediaset sono una ferita ancora dolorosa.

Dopo trent’anni a Mediaset quella cancellazione annunciata fu un colpo durissimo per me. Era il 2013, una giornata nella quale dovevo registrare ventotto telepromozioni, tanto per dare l’idea della popolarità della trasmissione e di tutta la pubblicità che arrivava. Intere generazioni di avvocati erano cresciute a pane e Forum, lo share era alle stelle. “Perché la chiudono?” mi chiedevo. La risposta era semplice: il mezzogiorno serviva a qualcun altro. Allora me ne andai da Mediaset. Senza chiedere spiegazioni ma anche senza che nessuno si facesse avanti per propormi qualcosa d’altro.

Perché Rita Dalla Chiesa non guarda Forum

Già in passato la Dalla Chiesa aveva archiviato come errore la sua scelta di lasciare Mediaset e approdare a La7 (per un programma che poi non è stato realizzato). Pur senza avere nulla contro la Palombelli, la conduttrice ammette di non aver mai seguito il Forum condotto dalla collega, soffrendo nel vedere in mano ad altri quel programma che sentiva "cucito addosso come un abito sartoriale".

Sa che non ne ho mai visto nemmeno una puntata? Anzi, se per caso facendo zapping mi imbatto nel nuovo “Forum” cambio canale. E non è per la conduttrice, anzi, chapeau a Barbara che è una grande giornalista. Ma quella è una ferita aperta per me. Sa che cosa mi manca più di tutto? La gente che, al mercato, mi chiede: “Signora Rita com’è andata a finire poi con quella causa?”. La verità è che alla gente piace vedere due persone che si contendono qualcosa, veder litigare. Le nostre controversie però erano tutte rigorosamente vere.

Il ricordo del padre Carlo Alberto Dalla Chiesa

Nell'intervista, la presentatrice ha rievocato anche la sua infanzia trascorsa senza una vera casa, vissuta "da un appartamento all’altro", per seguire il padre, il generale Carlo Alberto Dalla Chiesa che venne assassinato da Cosa Nostra il 3 settembre 1982. "La vita accanto a lui e l’episodio della sua morte hanno segnato il mio destino. Le mie scelte, forse i miei errori". Rita ha ricordato il sostegno ricevuto dagli amici, da Giovanni Falcone, da politici come Achille Occhetto, Luigi Colajanni e Bettino Craxi. Da altri, invece, si è sentita tradita:

Non di certo dalla gente comune, che ancora oggi mi ferma per strada e mi dice: “Signora, non la abbraccio perché lei fa la televisione, ma la fermo perché lei è la figlia del generale”. Non di certo mi sono sentita tradita dagli amici di sempre. Mi sentii tradita in qualche modo da chi stava al Comando generale in quel momento, che non provvide a farmi avvisare di quello che era successo a Palermo, e nemmeno a trovarmi un aereo quella notte per farmi arrivare in Sicilia il prima possibile, insieme ai tanti giornalisti che partivano.

Rita Dalla Chiesa e la politica

La vita accanto al padre ha inevitabilmente influenzato il suo pensiero: "Sono cresciuta in caserma, con le abitudini dei carabinieri, con i loro valori". Non è corretto, però, dire che Rita Dalla Chiesa è di destra: "Io sostengo alcuni valori che sono ascrivibili alla destra, come l’amor patrio. E porto avanti alcune battaglie che sono tipicamente di sinistra, come quella contro la caccia. Però della destra non tollero alcune chiusure sui diritti civili. E l’ho detto chiaro e tondo. Prendendomi anche gli insulti di Forza Nuova e di una parte di Fratelli d’Italia". Ecco perché ha rifiutato molte proposte della politica; ha detto a Giorgia Meloni quando le è stato chiesto di candidarsi a sindaco di Roma, ma anche a Silvio Berlusconi: "Mi voleva in campo per le Europee. Ho rifiutato l’invito di un uomo che stimo molto e al quale devo tutto. Pur precisando che alle sue aziende anche io ho dato tanto".

Su Frizzi e il legame con Carlotta Mantovan

Infine, non poteva mancare un caro ricordo dell'ex marito Fabrizio Frizzi, di cui il 26 marzo si è ricordato il primo anniversario della scomparsa . Riguardo critiche di chi l'accusa di voler oscurare Carlotta Mantovan, si toglie un sassolino dalla scarpa: "La nostra storia è stata di dominio pubblico, non c’è nulla da aggiungere, se non che mi dispiace che ogni volta che ne parlo, io assomigli a una che continua a pretendere un posto che oggi è di un’altra. Io e Carlotta (Mantovan, ultima moglie di Frizzi ndr) ci sentiamo spesso, con lei c’è un rapporto bello. Vorrei ricordare Fabrizio con la stessa limpidezza che ha rischiarato il nostro legame":