Renzo Arbore è intervenuto a Verissimo nel corso della puntata andata in onda il 16 marzo 2019. Di fronte a Silvia Toffanin, il cantautore ha ricordato l’ex compagna Mariangela Melato, grande attrice scomparsa nel 2013 per un cancro al pancreas. L’artista custodisce ancora il ricordo prezioso del loro rapporto. “Mariangela Melato è stata la cosa più importante della mia vita. Spero che sia ricordata per essere stata la più grande attrice italiana di tutti i tempi. Ha fatto tutti i grandi personaggi femminili nella storia del teatro. Il nostro è stato un grande amore allegro. Ridevamo tutto il giorno. Le piaceva la musica e, da milanese, piangeva quando sentiva le canzoni in napoletano. È riuscita a diventare una star pur restando modesta e carina con tutti” racconta, poi chiede di cambiare argomento. “Basta adesso” dice Arbore, per evitare di commuoversi.

Il rapporto con Gabriella Ferri

Hai avuto molto successo con le donne” esordisce la Toffanin, ricollegandosi ai grandi amori della vita di Arbore, tra i quali compare Gabriella Ferri. L’artista ha raccontato l’incontro fulminante con la collega, avvenuto inaspettatamente a Roma: “Arrivai a Roma in 500 e mi fermai in un caffè. C’era Gabriella Ferri che veniva da un successo qui a Milano con Mike Bongiorno. Mi portò a ballare e ci fidanzammo quella sera stessa. A Napoli avevo penato sudore e sangue per trovare una fidanzata. A Roma la trovai immediatamente. Lei era bellissima, aveva 18 anni e vestiva sempre di bianco. Siamo stati insieme circa 2 anni ma ogni tanto si litigava perché aveva un bel caratterino”.

Il ricordo dei genitori

Arbore ricorda i genitori entrambi scomparsi, a partire da quel padre dentista che sperò invano il figlio seguisse le sue orme: “Papà voleva che io ereditassi l’ambulatorio ma io sono svenuto 3 o 4 volte. Feci un esame in una clinica prima di iscrivermi all’università. Erano piccoli interventi: un dito o cose del genere. Pochi minuti dopo mi ritrovavo svenuto in barella”. Anche quello dei genitori fu un grande amore: “Si conoscevano fin da bambini. Ho preso la mia verve da mio padre che, essendo dentista, ha dovuto imparare a raccontare barzellette per rallegrare i pazienti. Aveva una tecnica speciale: rivelava il finale della barzelletta nel momento dell’estrazione. Sono molto grato ai miei genitori per come mi hanno educato. Mia madre sopravvisse a mio padre che morì a 73 anni. Ebbe un tumore ai polmoni e fingeva di lasciarsi ingannare da noi che non volevamo raccontargli la verità”.