Quando i posteri si interrogheranno sulla televisione dei nostri tempi, subito dopo la sacrosanta domanda sul come riesca una puntata di "diMartedì" a contenere un numero di applausi del pubblico superiore alle parole pronunciate da Giovanni Floris, ci sarà la seguente domanda: "Per quale assurdo motivo Geppi Cucciari non ha condotto un programma tutto suo in televisione per anni?".

Questo processo di storicizzazione della Tv effettuato effettuato dai nostri eredi troverà alla data di aprile 2019 la fine di un embargo per il quale inspiegabilmente, dopo un momento di centralità che nel 2013 ha portato la Cucciari ad essere personaggio televisivo dell'anno, la comica sarda sembra essere stata esclusa da progetti di ampio respiro e soprattutto, questa la sensazione avvertita, come fosse stata relegata a ruoli periferici.

Per fortuna nel 2019 il direttore di Rai3 Stefano Coletta, che da due anni sta tentando di ricostruire in silenzio l'identità perduta della rete, ha ricordato di avere un cavallo di razza, affidando a Geppi Cucciari lo spazio per un programma tutto suo. Il risultato che ne è venuto fuori è "Rai Pipol", programma di intrattenimento che vede la conduttrice impegnata in una sorta di late show nel quale è alle prese con i temi più disparati, tra interviste non convenzionali e interazione con il pubblico, caratterizzate da quello stile ormai riconoscibilissimo per cui non sai se sulla cartelletta che la Cucciari tiene costantemente stretta tra le mani ci sia scritto qualcosa, o se si tratti di un semplice oggetto di scena e lei prosegua a braccio.

"Rai Pipol" ha dei difetti, non a caso dopo la prima puntata riesce difficile capire di che tipo di programma si stia ed è difficile riconoscere un'idea di fondo che renda davvero distinguibile la trasmissione. Ma tale è l'incisività della Cucciari e così evidente quell'ironia naturale che di rado cede alle minacce di prevedibilità, da giustificare le sbavature del programma. Che d'altronde è svantaggiato dall'orario surreale scelto per la messa in onda.

La prima puntata di sabato 14 aprile è partita che era già domenica, alle 00.25. Salvo che non ci sfugga qualcosa rispetto a una particolare concentrazione davanti alla Tv del pubblico di Rai3 a notte fonda, è una collocazione che si può spiegare solo in una chiave punitiva.

Insomma, viva il ritorno in solitaria di Geppi Cucciari: ora permettiamole di essere vista da qualcuno.