Raffaella Carrà torna in televisione con un programma tutto suo, a tre anni dall'ultimo impegno come giudice di "The Voice of Italy". La vedremo in onda su Rai3 dal 28 marzo, con un programma incentrato sulle interviste, che dovrebbe intitolarsi "La mia casa è la tua". La regina della storia televisiva italiana ha accettato l'incarico dopo ben tre rifiuti al direttore di rete Stefano Coletta, in linea con la sua fama da “Signora del No”. Il quarto programma proposto si è rivelato quello giusto, anche se la conduttrice non ha nascosto la sua preoccupazione per questo nuovo ruolo, in una bella intervista a Vanity Fair in cui lancia una frecciatina ai reality show.

Temo solo che il pubblico dopo un’ora e mezza in cui non mi vede cantare, ballare e cazzeggiare dica "Che pa**e". Lo spettacolo saranno le parole e in questo momento di omologazione anche televisiva, di reality tutti uguali fatti di nulla, che portano in primo piano la superficialità, una trasmissione di parola, di scambio e di confessioni, mi sembra sia qualcosa di giusto.

La critica alla tv di oggi

Ospite a dicembre di Fabio Fazio a Che tempo che fa per promuovere il suo disco natalizio, la Carrà aveva negato un suo ritorno in tv. Invece, da Rai3, si reinventerà come intervistatrice, lontana dai tempi dei suoi varietà ma forse pronta a rivoluzionare ancora il piccolo schermo, come ha fatto in passato. "Per decenni sono stata considerata quella dell’ombelico, del tuca tuca o dei fagioli. Adesso che ho 75 anni dicono che ho fatto la rivoluzione", dichiara, continuando il suo attacco fine e ironico alla televisione contemporanea:

Dov’era lo scandalo? Dove la provocazione? Era tutto pulito. (…) Oggi in tv vedo naufraghi con un filo nel sedere o con i seni rifatti da cui spunta un capezzolo. Non giudico perché non sono mai stata moralista, però che vogliano mostrare filo e capezzolo è evidente. (…) Forse anche a noi l’avrebbero fatto passare, ma il punto è che non piaceva a me. Oggi in tv c’è più libertà, ma è una libertà soprattutto di parola. Noi parolacce non le dicevamo, oggi basta mettere una qualunque trasmissione e se non dici vaffan**lo ti guardano anche male.

Gli amori Japino e Boncompagni

La Carrà ha parlato anche delle sue relazioni sentimentali, ricordando le critiche feroci che ferirono l'ex compagno Sergio Japino, su cui i giornali scrissero “La bella incontra la bestia”: "Furono cattivi, anzi mostruosi ed è inutile dire una balla: Sergio ne soffrì. (…) Qualcuno ha mai fatto un appunto del genere su Costanzo a Maria De Filippi? Non credo". Dolcissimo il ricordo di Gianni Boncompagni, con cui ebbe una relazione di dieci anni: "Mi manca molto. Avrei voglia di parlargli, di andare da lui. Non si può più e allora, anche se non vado in chiesa, ci parlo lo stesso pregando. Prego tutti i giorni, non solo per lui".

Raffaella Carrà sulla questione migranti

Infine, la Signora della tv italiana ha commentato l'attuale governo e la delicata questione migranti. In passato ammise di apprezzare il Movimento 5 Stelle, ma ora il suo giudizio non è proprio tenerissimo: "Si sono resi conto anche loro che criticare è più facile che fare le cose. Ora abbiamo questa cosa gialloverde e io credo che tutti dovremmo augurarci che funzioni al meglio. Spero che abbattano la burocrazia e che si facciano sentire duramente in Europa. Non devono salire Di Maio e Salvini con i panini, ma tutto il Parlamento. E non per dire a Juncker che beve troppo, ma per far capire che di questa storia dei migranti devono occuparsene tutti. Sapere che 40 migranti stanno male, o che nessuno si mobilita per l’Africa: questo mi fa stare male".