11 Ottobre 2015
11:27

Raffaele Sollecito a OpenSpace: “Non cerco vendetta, ma la tv ti tratta come un burattino”

Parte questa sera la prima puntata del nuovo talk condotto da Nadia Toffa e guadagna le anticipazioni più interessanti l’intervista a Raffaele Sollecito, assolto definitivamente dall’accusa di aver ucciso Meredith Kercher.

Questa sera parte "OpenSpace", il nuovo programma di Italia 1 condotto dalla "iena" Nadia Toffa. Un esordio che mette i brividi, perché proietta la brava giornalista ad una sua prima volta da "grande" ed il programma promette bene. Tra gli ospiti di questa sera guadagna le anticipazioni Raffaele Sollecito. L'ex studente è stato assolto definitivamente dall'accusa di aver ucciso Meredith Kercher, la studentessa inglese morta a Perugia. Tra le domande che Nadia Toffa ha fatto al ragazzo, quella se ha intenzione o meno di chiedere il risarcimento per gli anni che ha passato in carcere.

Il risarcimento? È una cosa di cui si occupano i miei avvocati. quello che mi preme di più, in realtà, è portare all’attenzione di tutti quali sono gli errori e le responsabilità singole. Sarebbe giusto che le persone che hanno sbagliato si assumessero le loro responsabilità. Io non cerco vendetta, non voglio che queste persone vengano punite.

Come è noto, "OpenSpace" è un social talk, un programma dove le domande arrivano direttamente dal web e dagli spettatori. E da loro arrivano domande su presunte attenzioni che gli avrebbero rivolto in carcere.

Sì, ci sono state varie attenzioni, non violenze. […] Ci sono degli angoli molto particolari tipo le docce piuttosto che la tromba delle scale, punti pericolosi dove non ci sono telecamere e ci sono momenti di passaggio in cui le guardie non ti seguono. Quindi, è lì che i detenuti che vogliono rivalersi di qualcosa e fare un attentato nei confronti di un altro fanno delle violenze. Io non sono mai stato oggetto di violenze […], parlavo di avances, attenzioni particolari, quando c’era qualche detenuto che aveva mancanze affettive abbastanza forti, indipendentemente dalla sua sessualità, tentava approcci. Ci hanno provato? Sì, anche quando non me lo aspettavo, qualche volta è successo. Questa cosa non mi ha fatto per niente piacere, ma ho dovuto realizzare anche questo è il carcere.

Sollecito: "Sul caso Yara e su Massimo Bossetti non so esprimermi"

Raffaele Sollecito ha commentato anche altri casi giudiziari di attualità, come il caso Yara Gambirasio. Dalla sua esperienza, afferma di essere "estremamente garantista":

Non so se definirlo innocente o colpevole ma per quello che mi raccontano i media sono estremamente flebili gli argomenti dell'accusa. Quel Dna, almeno ai miei occhi, non è una prova così forte. Se i media mi tartassano ogni giorno di racconti sulla famiglia di Bossetti, che ha poco a che fare con le responsabilità di una persona, che idea mi posso fare? Mi posso fare un’idea su com’è la sua famiglia, la sua personalità ma non ha nulla a che fare con il sospetto, con il processo o con le responsabilità di Bossetti […] Anche in altri casi come Avetrana, Garlasco, parlano della vita privata di queste persone, sono comunque delle persone, non sono dei burattini o degli attori.

"I media mi hanno definito annoiato e di buona famiglia"

Raffaele Sollecito accusa anche i media di essere stati poco professionali nel trattare il suo caso, descrivendolo come un ragazzo annoiato dalla vita:

Hanno puntato moltissimo a descrivere l'immagine, cioè io come ragazzo di buona famiglia, secondo l'ipotesi della Procura, mi ero annoiato un po' della mia vita e ho deciso di fare una cosa orribile a una ragazza che conoscevo appena.

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