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Polemica per lo spot del canone Rai con Papa Wojtila [VIDEO]

Ancora polemiche nei confronti del canone Rai 2012: questa volta si tratta per lo spot che stiamo vedendo in tv che ha utilizzato anche le immagini di Giovanni Paolo II per invitare gli italiani a pagare.
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Ancora polemiche nei confronti del canone Rai 2012: questa volta si tratta per lo spot che stiamo vedendo in tv che ha utilizzato anche le immagini di Giovanni Paolo II per invitare gli italiani a pagare

Il mese di gennaio è da sempre invaso dagli spot tv che invitano gli italiani a pagare il canone Rai per l’abbonamento alla televisione del servizio pubblico. E così inizia un lungo periodo in cui si viene letteralmente martellati da pubblicità e annunci nei telegiornali ma anche durante i programmi tv di maggiore successo. Ogni anno si cercano formule nuove per motivare i telespettatori a pagare questa tassa che risulta tra le più evase e quest’anno l’agenzia McCann ha pensato di utilizzare una sequenza di immagini con Papa Wojtyla. Ma l’associazione tra uno dei papi più amati con il tributo della Rai non è molto piaciuto soprattutto ad Antonio Borghesi, vicepresidente dei deputati dell’Italia dei Valori, che quindi ha polemizzato contro lo spot dicendo:

Usare le immagini di un Papa amato come Giovanni Paolo II, beato e per giunta in odore di santità, per sponsorizzare il canone Rai è una vera e propria strumentalizzazione. Un’idea fuori luogo e contestabile per spingere gli italiani a pagare una tassa da essi detestata, un orpello che ricade su di loro per finanziare quello che più che un servizio pubblico, un poltronificio nelle mani della politica.

Il canone è un tributo obbligatorio, ma gli spot annoiano

Il messaggio dello spot, nelle immagini riferite al Papa, è il seguente: “Un tributo per chi ha un unico credo, il rispetto per ogni credo”. E proprio per questa ragione l’esponente dell’IdV ha protestato, senza avere grande successo. Di sicuro la cosa principale che potrebbe essere sottolineata è che poteva essere evitato l’utilizzo del Papa e di un forte orientamento religioso nello spot di una tv pubblica che dovrebbe essere libera da influenza religiose, politiche ed ideologiche e dovrebbe offrire un servizio in più equilibrato possibile.

Questa polemica si unisce a quella precedente per l’aumento del canone Rai arrivato a 112 euro: l’abbonamento Rai è un tributo obbligatorio che va pagato da tutti i possessori degli apparecchi televisivi, ma siccome lo Stato ha pochi mezzi per verificare l’effettivo possesso di un televisore, veniamo bombardati da spot tv che cercano di far leva sulla coscienza degli italiani per far pagare spontaneamente questa imposta sempre più gravosa. Forse bisognerà trovare una formula che garantisca la possibilità di non evadere il canone (visto che è obbligatorio) senza essere letteralmente sommersi da noiosi avvisi riguardanti la scadenza per il pagamento di questa tassa.

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