Rino Barillari, il paparazzo che ha scattato le foto pubblicate dal settimanale Chi che mostrano Asia Argento in compagnia del giornalista francese Hugo Clement, si confessa al quotidiano La verità. L’uomo, uno tra i fotografi di spettacolo più famosi in Italia, racconta la sua versione dei fatti a proposito di quella serata di cui, all’epoca non lo immaginava, si sarebbe tanto parlato in seguito:

Io sto Hugo nemmeno sapevo chi fosse. Ho beccato Asia da Camponeschi a piazza Farnese. Si è messa al tavolo e io dietro di lei. Sembrava sola. Mi vede e si mette a scherzare.

La serata della Argento raccontata da Barillari

Barillari prosegue e racconta al giornalista Luca Telese di avere immaginato, inizialmente, che Asia fosse da sola: “Questa, paracu*a mostruosa, va al bancone, si mette a bere e a fumare, mette le canzoni in francese con il telefonino”. “Perché?” gli chiede l’intervistatore, e l’uomo continua: “Già ti sei fatto la domanda, datti la risposta. Per sviare l’attenzione. Infatti che c' era lui me ne sono accorto solo dopo mezz' ora. Al tavolo, da solo, nascosto”.  Che si nascondesse è solo Barillari a sostenerlo: gli scatti pubblicati dal settimanale Chi non mostrano il nuovo giudice di X Factor 2018 impegnato nel tentativo di non attirare l’attenzione. Il fotografo prosegue:

A fine serata lei era sicura: prima si è messa a ballare, poi lo ha tirato dentro, quindi si è stretta a lui. Era come se stessi girando un film. Limonavano come dei bambini di 16 anni. Tutti li guardavano. Lei sembrava una bambola indemoniata, catalizzava lo sguardo. Scena di una sensualità pazzesca. E a quel punto era fottuto (si riferisce a Clement, ndr).

La richiesta della Argento

Il paparazzo racconta che l’attrice e figlia d’arte gli avrebbe chiesto di non pubblicare le foto in questione: “Mi vede, alla fine, e mi fa: ‘Non pubblicare mi rovini!’”. Lui, che avrebbe rifiutato di adempiere a tale richiesta, confessa che col senno di poi, visto il suicidio di Anthony Bourdain, probabilmente si sarebbe comportato in maniera diversa: “Se mi diceva che si rischiava una vita. In quel caso sì, eccheccaz*o. Una foto non vale una vita. Se quello scatto avesse innescato il suicidio… Ecco, questo mi farebbe soffrire”. Poi conclude: “Un solo scatto? Impossibile. Se Anthony avesse visto quello che ho visto io, allora forse sì”.