Paolo Palumbo, il 22enne malato di Sla, grande protagonista all'ultimo Festival di Sanremo con il suo rap-monologo sulla malattia, "Io sto con Paolo", ha incontrato il Papa nel corso dell'udienza generale del Mercoledì delle Ceneri, accompagnato dal fratello Rosario, dalla mamma Sonia e da un team di medici e infermieri. Un incontro emozionante e avventuroso, sfidando i rischi del Coronavirus, tra due grandi rappresentanti della fede cristiana e dell'amore.

Le parole di Paolo Palumbo

Con queste parole, pubblicate sulla sua pagina ufficiale Facebook, Paolo Palumbo ha raccontato l'incontro con il Papa. Un viaggio pieno carico "di emozioni e d'amore veramente immisurabile".

L'INCONTRO PIÙ EMOZIONANTE DI SEMPRE..Ecco svelato il motivo di questo mio viaggio, sono partito per incontrare Papa Francesco e questa mattina quando l'ho visto avvicinarsi il mio cuore ha iniziato a battere in una maniera esagerata. Abbiamo parlato, mi ha dato un bacio e mi ha ascoltato. La sua carezza e il suo bacio mi hanno dato una carica di emozioni e d'amore veramente immisurabile. E mi ha fatto commuovere vedere il papa emozionarsi per le mie parole. Credetemi, descrivere la gioia è impossibile. Vi trasmetto l'amore che lui ha trasmesso a me. Questo scatto rubato è per raccontarvi ciò che mi ha regalato così tanta felicità e amore.. Vi mando un abbraccio dalla capitale.

La storia di Paolo Palumbo ha colpito l'Italia intera. Proprio Papa Francesco, dopo aver visto un video in cui il ragazzo era riuscito a far volare un drone con il solo movimento degli occhi, gli aveva scritto una lettera a novembre del 2019. Paolo Palumbo usa il suo comunicatore per parlare. Un computer che controlla grazie a una calibrazione fatta con i suoi occhi che lo stesso Paolo ha definito come "un salvavita per tutti coloro che non possono più parlare". 

Cosa ha detto Paolo Palumbo al Papa

Queste le parole che Paolo Palumbo ha detto al Papa al momento dell'incontro:

Santo Padre, l'emozione che provo in questo momento è indescrivibile. Il mio cuore batte più forte dal giorno in cui ho saputo che l'avrei incontrata di persona, e adesso che sono qui stento a credere che sia tutto vero. Negli anni, il seme della fede è germogliato in me diventando l'albero robusto che è ora. La malattia non è stata in grado di fermare le mie preghiere, al contrario le ha alimentate, facendomi comprendere che il disegno di Dio va al di là della nostra immediata comprensione. Io sto iniziando a capirlo, e ciò che sto scoprendo mi dà infinita gioia.
Santo padre, io prego per lei, lei preghi per me.