Alla vigilia del tour per promuovere il nuovo album "Io sono", che partirà dal prossimo giugno nelle principali piazze italiane, Paola Turci è stata ospite nello studio di "Matrix". Dopo aver aperto la puntata con la sua esibizione, la cantautrice romana ha risposto alle domande del conduttore Luca Telese, rievocando in particolare l'episodio che ha segnato maggiormente la sua vita, l'incidente in auto del 1993. Il 15 agosto di quell'anno, Paola, allora 29enne e già attiva da anni sulla scena musicale italiana, rimase vittima di un orribile tamponamento sull'autostrada Salerno-Reggio Calabria, mentre era in viaggio per il suo tour estivo.

All’epoca dell’incidente ero una tarda adolescente, inquieta, non ero felice. Ho commesso un grosso errore. Mi sono distratta. Incidenti come il mio si possono evitare se pensi che la distrazione è il nemico peggiore, è l’assassino.

La Turci uscì miracolosamente incolume dall'incidente, ma con una grave ferita al volto. L'occhio destro venne salvato in extremis e servirono ben dodici interventi di chirurgia plastica per ricostruirle la parte destra del viso, su cui erano stati posti cento punti di sutura. Nonostante il trauma, la cantante ha ripreso a esibirsi poco tempo dopo la disgrazia, nascondendo parzialmente la cicatrice per anni. Oggi, mostra con coraggio e orgoglio ciò che è rimasto di quei segni, come ha spiegato a "Matrix":

Più parli della cicatrice meno la vedi. All’epoca guardavo dai miei occhialoni neri gli occhi degli altri e la normalità con la quale li sbattevano, occhi perfetti, non come il mio. Quella loro normalità era straordinaria per me. Gli uomini chiedono alle donne di essere perfette. Ma oggi mi sento quasi più carina di prima. Quando vedo donne che si nascondono, a volte anche dietro ad una eccessiva chirurgia plastica, provo molta tenerezza.