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Nella puntata di ieri e in quella che andrà in onda questa sera, Un posto al sole ha dimostrato con assoluta determinazione il ruolo sociale che ha assunto nell'ambito della televisione italiana, più di tutto in quello locale. Non è solo il numero invariato di "fedeli" a seguito che lo dimostra, quanto l'impegno degli sceneggiatori, e comunque di tutta la squadra, a raccontare realtà di Napoli altrimenti sottaciute. Il modo in cui venga fatto, o per meglio dire la categoria narrativa nella quale è rubricata la serie di Rai3, è qualcosa che afferisce a gusti personali, non ha a che fare propriamente con questo discorso.

La fondazione Pol.i.s. come set – Luogo principale di riprese delle puntate che andranno in onda il 10 e l'11 ottobre è stata la fondazione Pol.i.s, un luogo importante per la città che è necessario valorizzare e rendere noto ai più, affinché si conosca l'esistenza di questo presidio di legalità, baluardo della lotta anti-camorra, strumento della Regione Campania nel quale operano volontari e familiari delle vittime innocenti di criminalità organizzata al fine di assistere e dare sostegno a persone che si trovino in qualche modo coinvolte in vicende di questo tipo. Un luogo di aggregazione sociale irrinunciabile. Ed è proprio una protagonista della soap ad interfacciarsi con una vicenda simile in questi due episodi, dovendo far fronte all'uccisione di un'amica, impegnata nella creazione di una cooperativa sociale.

La realtà quotidiana diventa soap – Ad accoglierla trova i veri attivisti della Fondazione, alla cui testa c'è Don Tonino Palmese, vicepresidente di Pol.i.s. e referente regionale dell'associazione Libera, fondata da don Luigi Ciotti nel 1995. Insieme a lui ventuno familiari di vittime innocenti hanno permesso ad una sceneggiatura di essere nient'altro che la trasposizione su carta di una realtà quotidiana cui gli attivisti della Fondazione fanno fronte. Le trasposizioni giornalistiche di una Napoli in ginocchio, nemmeno quelle sono troppo lontane dalla realtà, negli ultimi giorni abbiamo assistito ad un particolare (e anche piuttosto incomprensibile) accanimento del tubo catodico sulla città partenopea e i suoi guai finanziari.

Napoli che prova a rialzarsi – Il disagio e le difficoltà apparentemente insanabili, è tutto vero, dire il contrario dissimulerebbe la realtà fattiva delle cose. Tuttavia passa un'enorme differenza tra chi è sulle ginocchia perché in procinto di crollare definitivamente e chi invece, pur con sforzi sovrumani il cui fine non è dato per certo sia raggiungibile, stia provando a rialzarsi da un'abitudinaria genuflessione. I complimenti vanno a Un posto al sole, che si prodiga nel tentare di mostrarci questi sforzi. L'invito è per chi non sia un seguace a seguire l'episodio di ‘stasera, consigliarlo ai fan sarebbe un esercizio di superficialità.