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20 Aprile 2012
10:08

Nuovi decoder per il digitale terrestre dal 2015

Nemmeno il tempo di aver completato il passaggio da analogico a digitale terrestre che subito dobbiamo cambiare ancora: ecco tutti i dettagli della nuova rivoluzione della tv.
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digitale terrestre 2015

Diciamocela subito la verità: quanti di voi si sono già "abituati" a segnali scadenti che saltano ad intervalli di tempo regolari, quelli che ti fanno perdere il tiro in porta di Ibrahimovic, la frase chiave di un poliziesco o l'intervento di Crozza a Ballarò? Tranquilli, perché non c'è stato nemmeno il tempo di aver completato l'inserimento completo del digitale terrestre, che spunta subito un nuovo decoder: un'evoluzione necessaria secondo i tecnici visto che la banda a disposizione per le televisioni, è occupata in maniera crescente dagli smartphone, dai tablet e dalle connessioni internet via 3G e, con l'avvento del 4G, dal 2015 la tv dirà addio ad un'altra parte significativa di frequenze. Il nuovo decoder verrà utilizzato in uno standard nuovo, il DVB-T2, che garantisce maggiore qualità visiva, più alta definizione e, probabilmente, anche la famigerata moda del momento, il 3D che al cinema ha già miseramente fallito.

Verso il Decoder 2. Ora cosa succede? Intanto, il governo ha già inserito in un decreto legge fiscale la data dell'inizio della seconda rivoluzione: è il primo gennaio 2015. Da quel giorno le tv dovranno integrare nei loro modelli un sintonizzatore digitale terrestre che abbia lo standard DVB-T2 che da luglio 2015 sarà integrato obbligatoriamente. Visti i numerosi problemi del digitale terrestre, c'è già il terrore che questo nuovo cambiamento possa portare le solite seccature di sempre: televisori acquistati da poco già obsoleti, segnali che peggiorano anziché migliorare, determinazione di canali specifici impossibile e tante altre "diavolerie" che all'utilizzatore finale hanno fatto gridare più volte il classico e sempreverde: "Si stava meglio, quando si stava peggio". Ma tutto questo, assicura ai microfoni del Corriere della Sera l'ingegner Mario Frullone, direttore delle ricerche della Fondazione Ugo Bordoni che svolge attività di consulenza diretta con il Parlamento, non succederà.

Con il nuovo standard all'interno dello stesso multiplex è possibile avere fino a 6 canali in Hd contro i 2 attuali. Quello che ha disposto la legge è stato nient'altro che dare un semplice messaggio ai broadcaster (Rai, Mediaset ecc…): potete pensare di passare al DVB-T2 perché a partire dal 2015 esisterà sicuramente una base di utenti dotati dei decoder e dei televisori idonei a decodificare il segnale.

Come cambia la tv? La partita resta tutta nelle mani delle emittenti televisive con la possibilità di aggiungere contenuti premium in HD e in 3D, un pensierino potrebbe farlo anche la Rai in merito, o quanto meno, è auspicabile che Mediaset Premium non sarà più la sola a trasmettere contenuti a pagamento di rilievo. La cosa più importante è sapere che le due tecnologie, quella attuale e quella futura, sono in grado di poter coesistere almeno per altri 10/15 anni. L'unico problema reale è: attenti ai nuovi televisori, spendere tanto adesso per qualcosa che dal 2015 è già un "ferro vecchio", non so quanto convenga, quindi "occhio alla spesa"!

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