18 Novembre 2016
00:59

Enrico Mentana ‘censura’ la vita privata da Costanzo, fa notizia più quello che non dice

Tantissimi gli argomenti sui quali Enrico Mentana si sofferma nel corso della lunga intervista rilasciata a Maurizio Costanzo, uno su tutti il suo ritiro. Spicca, però, il fatto che non abbia mai parlato della sua vita privata.
A cura di Stefania Rocco

Enrico Mentana è stato ospite di Maurizio Costanzo all’interno del salotto de “L’intervista”. Il noto giornalista, oggi direttore del Tg La7, ripercorre la sua carriera attraverso i momenti che lo hanno reso celebre. Mentana si concede poco, e pochissimo è lo spazio che riserva solo alle sue parole. Non c’è alcun racconto inedito in quello di cui si premura di parlare, probabilmente sulla base di un accordo preciso.

Mancano, ad esempio, tutte le domande legate a ciò che è accaduto nella sua vita privata. Le battaglie combattute dall’ex moglie Michela Rocco di Torrepadula via social network non hanno trovato spazio alcuno nella trasmissione di Costanzo, nulla che potesse riportare il programma ai “fasti romanzeschi” che le interviste a Belén Rodriguez e Morgan hanno rappresentato. Uno solo è lo scorcio sul privato che Mentana concede, ed è quello legato al sogno di ritirarsi per potersi godere almeno l’ultima parte della sua vita:

Spero di staccare dal lavoro, di smettere. Abbiamo corso tanto, mi piacerebbe godermi l’ultima parte della mia vita.

“A La7 non ho potuto assumere giovani”

L’intervista di Mentana si concentra più sugli aspetti più problematici della società moderna. Racconta, ad esempio, di non aver potuto assumere nemmeno un giovane a La7 dal momento in cui è diventato direttore:

Nella mia generazione era difficile che un giovane che volesse fare un giornalista, che un giovane con un medio talento non riuscisse a imboccare un percorso professionale. Oggi ce ne sono tanti più bravi di com’ero io all’epoca. In 6 anni alla guida di Tg La7 non ho potuto assumere nemmeno un giovane.

Puntuale, ma privo di neologismi degni di essere raccomandati all’Accademia della Crusca, è il suo pensiero sul fenomeno dei social network e su quel “webete” che lo rese idolo della rete:

Quella era una risposta che ho dato a un signore. “Webete”, un ebete del web. Non ho intenzione di lasciare che i social network siano presi di mira da questi personaggi. Devi combattere con le idee, con gli insulti, con l’ironia. Il mio sogno sarebbe quello che tutti entrassero sui social con il proprio nome e cognome, affinché ognuno si prenda le sue responsabilità.

Commenta privo dell’abituale fastidio i suoi scatti d’ira in diretta tv:

C’è una costante: Dio salvi la regia. La verità è che se tu macini ore in televisione queste cose succedono. Qualche volta è anche colpa mia, ma poi finisco per dare la colpa agli altri. In realtà sono molto esigente, ma anche con me stesso. I telegiornali devono essere fatti sul tamburo, non possono essere prodotti confezionati.

Le donne e il potere

A Mentana, Costanzo chiede un parere sui temi attuali e sull’ascesa politica delle donne in tutto il mondo. Hillary Clintonprima candidata donna alle elezioni americane Angela Merkel e perfino Virginia Raggi offrirebbero un’istantanea precisa di quello che oggi sta accadendo nel mondo:

La Clinton è arrivata al capolinea, ha finito il suo percorso in politica. Più che la vittoria di Trump, è stata la sua sconfitta, la sconfitta dell’establishment, dei poteri forti. La Merkel è la più grande figura politica che esista nel continente europeo, ha delle straordinarie capacità di figura del governo. È la guida dell’Europa. La Le Pen è molto forte perché partiva con un grosso handicap: era figlia di un politico ingombrante e per certi versi impresentabile. Ha saputo affrancarsi dall’ombra del padre ed è la vera leader del movimento “euroscettico” d’Europa. La Raggi inizia adesso: può essere tutto e niente. Non lo possiamo ancora sapere. Stiamo vedendo diventare d’appannaggio femminile quello che è stato un mestiere maschile per eccellenza.

Infine la Fede, con la cultura che non gli ha impedito di credere in Dio:

Essendo figlio di padre cattolico e di madre ebrea, non ho mai pensato che ci fosse un Dio giusto e uno sbagliato. Le religioni fanno parte della nostra grande struttura culturale. Se c’è Dio, e io credo che esista, non ci valuterà in base al cattolicesimo, al buddismo o all’islamismo. Se non ci fossero state le religioni, il mondo sarebbe stato una foresta.

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