Campo lungo. Uno studio televisivo completamente sfasciato. Sembra di assistere a una scena post-apocalittica. Tra sedie rovesciate, cavi e telecamere, quattro energumeni sono a terra. Portano addosso i segni di una feroce scazzottata, degna dei migliori film di Bud Spencer e Terence Hill. Al centro della scena c'è lui, da solo in piedi. È il "superuomo della tv", lo sfascia-zucche. È Mario Giordano, sguardo fiero dritto in camera, ha fiato e forza per parlare e rilanciare la sfida ai Casamonica d'Italia: "Questo è niente. Sciacquatevi la bocca quando parlate della nostra Italia". 

Ho provato a immaginare la colorata reazione di Mario Giordano quando ho scoperto dalla scaletta della puntata di "Fuori dal Coro" che andrà in onda questa sera, 3 dicembre 2019 su Rete 4. Ma stasera non andrà così, purtroppo. Stasera si legittima la famiglia criminale più violenta e meschina d'Italia. Perché questa sera interverrà in trasmissione Luciano Casamonica per parlare della sua richiesta di risarcimento allo Stato italiano per i terreni e le case sequestrate e demolite appartenute al clan. Sarà uno scontro accesso, considerato che nella stagione precedente di "Fuori dal Coro" proprio Giordano invocava le ruspe sulle suddette proprietà.

Al pari della storia di Tony Colombo e Tina Rispoli nell'ambito dell'inchiesta di Fanpage.it "Camorra Entertainment", la questione, a parere di chi scrive, non cambia per un talk show di approfondimento politico. Avere in studio personaggi vicini a un sistema criminale che vive di usura e sfruttamento, non ha giustificazioni. Virginia Raggi, sindaco di Roma, ha espresso pochi minuti fa il suo sdegno a proposito: "È una vergogna ospitare in tv un membro dei Casamonica". È un segnale gravissimo legittimare questa gente, anche se non si è sotto i termini del contratto di servizio. È portare la "vera" Suburra in un talk show. Mario Giordano, che di settimana in settimana parla alla pancia del paese spaccando le zucche e tagliando i cartonati delle poltrone dei parlamentari, deve esserne consapevole e pienamente responsabile.