Lilli Gruber è tornata eccezionalmente in Rai, come ospite nella puntata di Domenica In (con speciale Telethon) del 16 dicembre. Prima donna a condurre l'edizione serale del Tg1, oggi conduttrice della striscia di Otto e mezzo su La7, è ancora uno dei più grandi esempi del giornalismo italiano per tutte le donne. In tempi in cui la parità, insiste lei, non è stata ancora raggiunta del tutto:

Noi donne dobbiamo prenderci quello che è giusto, e non aspettare che qualche maschio ce lo conceda. Sono stati fatti passi avanti, ma è troppo poco. Basta guardare la politica: troppe poche sono le donne che davvero contano. Vedo troppa politica muscolare, non fa bene a una democrazia che deve andare avanti anche grazie alle competenze femminili.

Il matrimonio con Jacques Charmelot

Come in ogni intervista di Mara Venier, nel segmento dedicato alla Gruber c'è stato spazio anche per la vita privata. La conduttrice e giornalista ha parlato del matrimonio con il collega francese Jacques Charmelot, cui è legata da oltre vent'anni. Il segreto del loro amore? Il fatto che siano spesso separati:

Ho un marito francese, siamo sposati dal 2000. Lui vive tra Parigi, Roma e in giro per il mondo. Non viviamo sempre insieme, forse è questo il segreto. Ci siamo conosciuti come inviati di guerra, a Bagdad. Allora eravamo impegnati tutti e due. Ci siamo aspettati. Nel 1995, quando eravamo entrambi liberi, ci siamo messi insieme.

L'amore per il Südtirol e per la mamma Herlinde

L'altro grande amore della Gruber sono le sue origini. Nata a Bolzano e cresciuta nel paese di Egna, è fiera di essere sudtirolese e affezionatissima alla madre e al ricordo del padre: "Sono molto legata al mio Südtirol. Dirò sempre grazie a mia mamma Herlinde, che ci sta guardando, e che mi ha insegnato ad amare le mie radici. Grazie a lei sono diventata quella che sono. I miei genitori hanno avuto ruoli diversi ma molto importanti per farmi crescere con una forte etica del lavoro. E anche con gioia: la mia "mammolina" ama bere un buon bicchiere e finire la cena con un po' di vodka!".

L'addio sofferto alla Rai

Da poco, la Gruber ha celebrato i 10 anni del suo Otto e mezzo: "Lasciare la Rai è stata una scelta sofferta. Non a caso si dice che la Rai è una grande mamma, ed è anche un'Italia in miniatura. Sono cresciuta professionalmente in Rai e mi è dispiaciuto andare via. Me nella vita bisogna fare delle scelte, consiglio a tutte le donne di fare grandi scelte. Questo ci consente di competere davvero con gli uomini alla pari". Condurre un programma quotidiano "implica una vita ferrea durante la settimana, un po' da suora. Poi nel weekend c'è tempo per le trasgressioni!", ha confessato la Gruber, insistendo sull'importanza del lavoro giornalistico oggi: "Se ce l'ho con le fake news. I giornalisti che vogliono fare il loro lavoro in modo serio DEVONO avercela con le fake news. Abbiamo una responsabilità per le cittadine e i cittadini. Essere seri costa fatica e disciplina". 

Il messaggio europeista

Infine, un grande messaggio da convinta europeista: "Sosteniamola questa Europa, andiamo a votare alle europee. Molti dei ragazzi che hanno avuto la fortuna di girare l'Europa, fare progetti Erasmus e altre esperienze, capiscono il valore di questa cosa. Siamo troppo poco consapevoli dei rischi che si corrono oggi a perdere le nostre garanzie democratiche".