Non sono mai stato un grande fan di "Linea Verde". Ne ho sempre riconosciuto e rispettato la sua funzione e la sua importanza all'interno del servizio pubblico. Non fosse altro per la sua storia che parla da sola: 39 edizioni, la prima nel 1981. Per dire, io nascevo due anni più tardi ma non è questo il punto. "Linea Verde" è da sempre stato il racconto, attraverso l'agricoltura del nostro territorio, del nostro essere italiani. Edizione dopo edizione, il programma si è trasformato cercando più o meno di aderire al suo tempo, di modo da rendere il racconto il più fedele possibile. In queste giornate così dure per tutti guardare "Linea Verde", in onda tutti i giorni in quello che era lo slot de "La prova del cuoco", alza ulteriormente la difficoltà di digerire i tempi strani dell'isolamento e delle giornate scadenzate dai bollettini delle 18.

L'altro giorno, una puntata dedicata all'Emilia Romagna, una regione che amo e alla quale mi lega un pezzo di famiglia, che in queste ore come tanti combatte in prima linea tra gli ospedali e l'esigenza di provare a vivere comunque una vita normale, mi ha definitivamente spezzato il cuore. Nel senso buono, sia chiaro. È stato un attacco di nostalgia di vivere purissimo. La puntata in questione partiva dalla bella Modena, città che avevo salutato non più di un mese prima che scoppiasse tutto. Il Mercato Albinelli e le eccellenze culinarie come lo gnocco fritto o come i ciccioli – "Distinti Salumi" è il titolo della puntata – e ancora la campagna parmense con il re dei formaggi: il parmigiano reggiano. E poi la gente per le strade, le famiglie felici, i sorrisi, la spensieratezza di un nucleo di persone senza guanti e mascherina. Con "Linea Verde" va in onda la vita prima del Coronavirus. Una vita bellissima.

Si discute molto, anche in queste ore, circa la decisione di mandare in onda le repliche di "Linea Verde" al posto delle repliche de "La prova del cuoco", che dovrebbe tornare in diretta a partire dall'11 maggio. Credo che in Rai abbiano pensato bene a privilegiare un altro tipo di racconto. La nostalgia e il ricordo, il sentimento e la curiosità in luogo dell'ennesimo studio vuoto e asettico. A parere di chi scrive, è stato meglio così.