L’Amministratore delegato della Rai, Fabrizio Salini, e il Presidente, Marcello Foa, hanno espresso il proprio cordoglio per la scomparsa di Gabriele La Porta, storico giornalista e conduttore Rai. I vertici della televisione pubblica ne hanno ricordato le qualità e il grande impegno profuso negli anni di attività: “Filosofo, autore, curatore, giornalista e conduttore radiotelevisivo, Gabriele La Porta è stato un uomo e un dirigente di cui dobbiamo custodire il ricordo e l’esempio. Per anni alla direzione di Rai Notte, oltre che direttore di Rai2 e conduttore di tanti programmi ha offerto agli spettatori percorsi sospesi tra intrattenimento, approfondimento culturale, filosofico e indagine della dimensione interiore dell’animo umano. Alla famiglia e agli amici vanno le nostre sincere condoglianze”.

La lunga carriera da giornalista e conduttore

La Porta ha lavorato nella televisione pubblica per 42 anni, cominciando ad appena 23 anni. Ha esordito come programmista, per poi rivestire via via ruoli da conduttore e caporedattore, fino alla direzione di Rai2 arrivata nel 1994 e andata avanti per un anno e mezzo. Nel 1996 era diventato direttore del palinsesto di Rai Notte.

L’omaggio del figlio

Su Radio Colonna, il figlio Michele ha voluto rendere omaggio al padre scomparso: “In molti, forse, lo ricorderanno come il volto di Rainotte. Io lo ricordo perché era mio padre. Il mio dolcissimo papà. Il cuore del mio cuore. Nella logica, inevitabile, della vita e la morte, accetto il suo viaggio. L’ultimo. Eppure, il mondo, si è dissolto inesorabilmente. Come un abisso. Rimanevi a guardarmi mentre dormivo, ti ricorderò soprattutto così. Nell’eternità delle carezze sul mio viso con l’anima estesa all’equilibrio dello scambio. Mi sono svegliato spesso, da bambino, con te in piedi accanto al mio letto, ad amarmi silenzioso. Altre volte erano i tuoi baci a irrompere la notte e con eguale lentezza, d’una mancanza, l’inesauribile vuoto di perderti un giorno. Quel giorno era l’altro ieri. Impenetrabile e buio. Sei stato il mio maestro. Il mio eroe. Il mio Re. Sono onorato d’esser stato tuo figlio. Sangue del tuo sangue. Mi auguro che tu sia stato fiero di me. Dei miei baci. Delle mie carezze. Dei miei pensieri, per te. Un giorno verrò a trovarti. Tu aspettami e lascia libero un posto accanto a te. Non è importante quando sarà perché l’amore non percepisce il limite del tempo e i nostri sentimenti, indistricabili oltre ogni logica, resteranno immutabili. In fondo non cambierà nulla e ogni nostro istante vissuto o ricordato, conserverà l’immortalità del “per sempre”. Ciao papà, riposa la tua anima. Tuo figlio Michele”.