Il successo de Il Collegio 4 è fuori discussione. Il programma televisivo di Rai2 è tra i prodotti più interessanti degli ultimi anni, essendo divenuto in un tempo molto breve un fenomeno delle stagioni recenti. Strano a dirsi, se si considera che il programma nasce nel 2003 in Inghilterra (That'll teach ‘em) e poi fa il giro d'Europa, arrivando in Italia in un momento della vita della televisione completamente diverso.

Il solito programma straniero adattato all'Italia, quindi? Non esattamente. Per quanto Il Collegio sia un format importato dall'estero, l'edizione italiana de Il Collegio ha una sua specificità, punta molto sul racconto dei ragazzi, sulle singole personalità, nel tentativo di capirle ed anche di esaltare le qualità comunicative dei ragazzi più spigliati. Insomma, creare dei personaggi. Una scelta produttiva, ma anche un obbligo.

Il solo limite del programma, infatti, è che dura troppo poco. In tutti i sensi. Dover comprimere centinaia di ore di girato quotidiano in quattro o cinque prime serate da due ore costringe ad un lavoro di sfoltitura enorme, che obbliga a sacrificare tantissimo materiale potenzialmente interessante.

Ad esempio è chiaro che con questa impostazione Il Collegio sia limitato nelle possibilità di dare risalto agli aspetti legati alla didattica più che all'eccentricità dei singoli personaggi, ai cambiamenti del sistema scolastico, ma anche all'andamento stesso dei ragazzi e agli argomenti delle lezioni. Con questo formato il programma è molto compresso e diventa squisitamente popdetto con accezione positiva, trascurando dettagli che potrebbero meritare uno spazio differente. Ad esempio, sarebbe interessante poter sperimentare una striscia quotidiana da affiancare al serale, che permetta al Collegio di avere un respiro ancora più ampio, senza trascurare gli aspetti più coloriti della trasmissione utili soprattutto a Twitter.