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Gomorra 2, Salvatore Esposito: “All’inizio non mi filavano, oggi ricevo proposte sessuali”

Dal 10 maggio andrà in onda “Gomorra – La serie 2”. L’attore ha parlato di come è cambiata la sua vita dopo la notorietà acquisita. Inoltre, ha raccontato quel senso della giustizia che lo ha accompagnato sin da bambino.
A cura di D.S.
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Salvatore Esposito interpreta Genny Savastano in "Gomorra – La serie". L'attore si è raccontato nel corso di un'intervista rilasciata a ‘Vanity Fair'. Cinque anni prima di girare la fiction, Esposito lavorava da McDonald's poi ha deciso di inseguire il suo sogno e studiare recitazione.

Martedì 10 maggio 2016 su Sky Atlantic andrà in onda "Gomorra – La serie 2". L'attore ha spiegato come è cambiata la sua vita dopo aver raggiunto la notorietà:

“Durante la messa in onda delle prime puntate non mi filava nessuno, erano tutte per Marco D'Amore (Ciro, ndr). Poi, dalla sesta in poi, si è scatenato l'inferno: Genny era tornato dall'Honduras più magro e molto cambiato, un duro. Sulla mia pagina Facebook sono arrivati 360mila follower ed attraverso i social ho ricevuto proposte sessuali e foto hard da donne, ma anche da uomini. In generale le scene che ho visto fare alle fan per me e Marco D'Amore non le ho viste mai: è una passione sfrenata, un'ossessione”.

Salvatore Esposito: "Sono fidanzato con Paola"

Da due anni, l'attore è felicemente fidanzato con Paola. Di lei ha detto: “Lei compensa il mio essere sognatore, è la mia parte razionale: sta per laurearsi in Giurisprudenza e vorremmo andare a vivere insieme a Roma. [L'ho conosciuta] a Salamanca, in Spagna. Lei era lì per fare l'Erasmus, io in vacanza; mi ha conquistato dicendomi che mi aveva notato in quelle interviste che mandava in onda Sky prima della serie, come promozione. Lì ho capito che le piaceva Salvatore, non Genny”. 

"Mi facevo rispettare anche dai figli dei boss"

Infine, ha parlato del senso di giustizia che l'ha accompagnato sin da quando era bambino:

“Fino ad 8 anni ero un terremoto, ed anche molto prepotente. Questo mi ha portato ad avere delle amicizie particolare durante l'adolescenza. Ma ero sveglio, a scuola mi bastava poco per essere promosso ed ai miei non ho mai causato problemi. Mi facevo rispettare da tutti, compresi i figli dei boss: questi vivono di luce riflessa, del cognome e della fama della propria famiglia, ma se davanti a loro non abbassi la testa il potere lo perdono subito. E poi se c'era da menare si facevano anche male. Non ho mai tollerato le ingiustizie: una volta ho visto due fidanzati litigare al Vomero, lui aveva iniziato a picchiare lei, ed io l'ho riempito di botte finché è scappato. L'assurdo è che la ragazza è scoppiata a piangere: ‘Perché gli hai fatto male?'”.

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