L'insolita affermazione di Di Maio rispetto al censimento dei raccomandati nella pubblica amministrazione, quindi anche in Rai, ha suscitato alcune reazioni nelle ultime ore. Tra queste quella di Giancarlo Magalli, che in un'intervista rilasciata a Vanity Fair ha scherzato ritenendo che un'indagine di questo tipo avrebbe fatto emergere un buon 20% di persone tra gli addetti del servizio pubblico, al proprio posto senza meritarlo del tutto. Lui la ritiene un'idea sostanzialmente giusta, per quanto rimarchi il fatto che si tratta di un tema più volte affrontato in passato dalla politica:

Ne hanno parlato tutti in passato, senza fare mai nulla

Il conduttore non nega di aver avuto a che fare con la dinamica stessa della raccomandazione, più volte alle prese con segnalazioni di alcuni dirigenti. Ha spiegato anche la genesi della raccomandazione nel servizio pubblico:

La raccomandazione rispetta ossequiosamente la catena gerarchica. Il politico chiama il direttore o un'altra figura apicale Rai, che chiama me. Con modi molto garbati, mi dice: "Guarda questo è bravo, vedi se puoi usarlo.

Quando Magalli scelse Vanessa Incontrada

Molto spesso i conduttori, spiega Magalli, si vedono quasi costretti ad accogliere la richiesta del dirigente e del politico di turno, per ragioni immaginabili: "Molti prendono i raccomandati come "assicurazione" sul programma. Dicono: "Assumo la persona raccomandata da quel dirigente, che decide anche se chiudere o no il programma. Così sto tranquillissimo". Magalli si descrive come una persone che in qualche modo è quasi sempre riuscita a destreggiarsi tra le segnalazioni, finendo per non cedere, come nel caso in cui scoprì un volto che sarebbe poi diventato molto noto nel nostro panorama televisivo:

Una volta stavo preparando un programma in prima serata, mi serviva una ragazza. Si sparse la voce e nel giro di poche ore ricevetti 25 telefonate di segnalazioni: “Questa è bravissima, è amica di quello lì, falle un provino… […] Alla fine scelsi una delle poche ragazze non segnalate. Non aveva mai fatto altri programmi Rai, ma mi sembrò brava e divertente. Si chiamava Vanessa Incontrada

La scommessa su Simona ventura

Ma è lui stesso ad ammettere che non è sempre andata così e che talvolta abbia dovuto cedere, mettendoci tuttavia una pezza su una scommessa che pure si sarebbe rivelata vincente: "Una la dovetti prendere per forza. Era stata segnalata dai livelli altissimi. La impiegai per quello che sapeva fare: niente. A quello stesso provino ne presi un'altra, non segnalata, ma bravissima. Si chiamava Simona Ventura".