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Flavia Pennetta: “Il giorno prima degli US Open non mangiavo né dormivo, ero nel panico”

Ospite di “Che fuori tempo che fa”, Flavia Pennetta ha raccontato le emozioni provate nel corso della sua esperienza agli US Open 2015. Il panico prima della gara e la grande gioia dopo la vittoria.
A cura di D.S.
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Oggi, sabato 26 settembre, è iniziata la nuova stagione di "Che fuori tempo che fa". Tra gli ospiti di Fabio Fazio, anche la tennista Flavia Pennetta, reduce dalla prestigiosa vittoria degli US Open. La campionessa ha dichiarato che nel momento della vittoria era talmente emozionata che ha dovuto riguardare i filmati per ricordare come è andata:

"Non mi ricordo l'ultimo punto, ho dovuto rivedere le immagini per ricordarmi come è andata. […] Il giorno prima è stato brutto brutto brutto. Non potevo mangiare, dormire, parlare, ero nel panico totale. Ho detto al mio preparatore ‘domani non entro in campo'. Però quando tiri fuori quello che hai dentro è meglio, se avessi detto ‘sto una favola, domani sarà un successo' magari non avrei potuto fare quello che ho fatto".

Ha fatto tanto discutere la sua decisione di ritirarsi. In proposito ha dichiarato:

"Io per il momento rimango della mia idea di ritirarmi anche se tutti mi stanno chiedendo di non farlo, ma c'è un 2% di possibilità che non lo faccia".

Fabio Fazio, allora, ha voluto conoscere il parere del suo compagno Fabio Fognini in proposito:

"Lui dice che è meglio se continuo a giocare ancora un po' però mi appoggia nella mia decisione e mi dice che starà al mio fianco qualunque cosa io decida di fare".

Flavia Pennetta ha, poi, ribadito i motivi che l'hanno portata a scegliere di ritirarsi:

"La nostra è una bellissima vita. Vediamo posti diversi, forse più campi da tennis e hotel che luoghi. Però metti da parte la vita privata, gli amici e la famiglia, ti perdi tante piccole cose. Cosa faccio se mi ritiro? Niente…o forse potrei aprire una scuola di tennis".

La tennista ha anche svelato alcuni episodi della sua infanzia:

"Decapitavo le Barbie, non ne andavo pazza. Iniziavo tagliando i capelli sempre più corti e poi le decapitavo. Preferivo giocare a biglie, facevo delle grandi piste in spiaggia. Prendevo dei fiorellini non ancora sbocciati da una pianta che cresceva sulle dune di Otranto e li usavo come biglie".

Infine, ha parlato del sostegno mai oppressivo ricevuto dai genitori:

"Io ho iniziato molto presto ma era un gioco. Sono stata fortunata, ho avuto genitori presenti che non mi hanno mai spinta più di tanto. Mia sorella era più grande di me e giocava a tennis. Lei la spingevano però poi ha lasciato. Allora hanno evitato di spingere anche me per non far succedere la stessa cosa".

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