La trasmissione di Rai3 Chi l'ha visto? è rimasta ben salda in palinsesto anche durante l'emergenza Coronavirus. Come tanti colleghi, anche Federica Sciarelli ha dovuto fare i conti con nuove regole sul posto di lavoro per arginare il contagio. Intervistata da Tv, Sorrisi e Canzoni, la giornalista ha spiegato che non è stato facile coordinarsi con gli inviati e gli addetti ai lavori.

Il rischio che salti la puntata di Chi l'ha visto

Federica Sciarelli ha raccontato che gli inviati fuori dalla regione Lazio, dopo aver realizzato i servizi, hanno preso l'abitudine di inviare il girato per il montaggio. I giornalisti che in genere sono a Roma, invece, ogni volta che sono costretti a uscire dalla provincia non possono accedere agli studi Rai per due settimane. La conduttrice, inoltre, ha raccontato che se lei o uno dei collaboratori dovesse avere la febbre, salterebbe la puntata di Chi l'ha visto?:

"All'ingresso degli studi Rai, bisogna superare la prova dello scanner che misura la febbre. Ogni volta è un incubo: se per caso qualcuno dovesse avere la temperatura alta si rischierebbe di non andare in onda. A tutti i controlli la mia speranza e quella dei colleghi è di stare bene. Altrimenti ci rispediscono a casa. Anche con una normale febbre di stagione non potrei entrare e salterebbe il programma".

Federica Sciarelli va ogni giorno a lavoro in motorino e dunque, è più esposta al rischio di avere la febbre. In passato, quando l'emergenza Coronavirus non si era ancora palesata, le è capitato di lavorare pur essendo influenzata. Alla luce della pandemia, non è più possibile farlo. Quanto al look che esibisce in puntata data l'assenza dei parrucchieri, non se ne fa un cruccio: "Vado in onda con i capelli ‘a scopa', come quando esco dalla doccia".

Gli scomparsi ai tempi del Coronavirus

Ma chi sono gli scomparsi ai tempi dell'emergenza Coronavirus? La giornalista ha spiegato che spesso si tratta di persone "fragili mentalmente", che non riuscendo a sopportare l'idea dell'isolamento, escono di casa e fanno perdere le loro tracce. Inoltre, spesso a contattare il centralino sono i parenti di persone morte a causa del Coronavirus nelle residenze per anziani o nella solitudine della loro casa senza ricevere adeguata assistenza.