Ema Stokholma, la deejay e conduttrice, protagonista a "Vieni da me". Nell'intervista della puntata del 26 maggio 2020, l'artista racconta a Caterina Balivo della sua storia, i maltrattamenti subiti da sua madre durante l'infanzia, tutti raccontati nel libro verità "Per il mio bene": "Mi picchiava quando avevo 5-6 anni, diceva che andavo con gli uomini". 

La testimonianza scioccante di Ema Stokholma

Ema Stokholma, grande protagonista dell'ultimo Festival di Sanremo con la conduzione del PrimaFestival insieme a Gigi e Ross, racconta questo aspetto della sua vita che non era noto: "Ho odiato profondamente mia madre, a volte volevo ucciderla". Un'infanzia violenta, una violenza gratuita:

Le urla a casa mia c'erano. Nelle case di molti bambini ci sono le urla. Per questo ho scritto la mia storia. Mio padre è sparito, il mio nucleo familiare era mio fratello e mia madre. Che delusione il primo pugno di mia madre. Fermò la macchina di botto, si girò e me lo diede.

Un racconto di grandissima verità che Ema Stokholma anticipa nell'intervista: "Io non voglio fare vittimismo, ho superato la cosa e vado in analisi, ma il libro l'ho scritto per dare un segnale. Dobbiamo aiutare i bambini e anche i genitori, mia madre poteva e doveva essere aiutata". 

Tornavo a casa e ci picchiava. Credo che lei non stesse bene. Non c'è mai stato nessun aiuto psicologico e nessuna diagnosi. Aveva molti problemi mentali. Le dava fastidio anche la mia fisicità. Mi svegliavo, si svegliava e magari diceva che avevo gli occhi strani e partivano le botte. Non riuscivo mai a parlare con lei, lei sembrava quasi che non capisse. Per lei quello che accadeva semplicemente non accadeva. Era molto spiazzante. Ce l'aveva anche con mio fratello, ma lo faceva sempre da separati. Faceva in modo che non lo sapevamo, ma sapevo quando toccava a mio fratello e tiravo un sospiro di sollievo quando toccava a lui.

Il rapporto con suo padre

Ema Stokholma ha provato anche a ricucire il rapporto con suo padre, ci è riuscita ma non è mai riuscita a parlare con lui di tutto quello che è successo: "Ho provato a raccontare a mio padre ma c'è poco ascolto quando ci sono storie del genere. Se tu non entri nei particolari, la gente non capisce. Non distingue. Ed è difficile raccontarlo. Poi lo scrivi e tutti si accorgono di quello che succedeva".