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È morto Rosalinda, il pappagallo della serie tv Pippi Calzelunghe aveva 51 anni

Addio a “Rosalinda”, il pappagallo della serie tv “Pippi Calzelunghe”. L’animale, che si è spento sabato dopo una breve malattia, aveva 51 anni e nella vita reale si chiamava Douglas. Rosalinda era il pappagallo di Messer Jocket, un animale molto fastidioso che non smetteva mai di parlare. Da tempo viveva nello zoo di Berlino.
A cura di Carmela Cassese
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Addio al pappagallo che ha recitato in Pippi Calzelunghe, la serie tv interpretata da Inger Nilsson, ispirata all'omonimo romanzo di Astrid Lindgren, scrittrice svedese di fama mondiale. Il volatile, che si è spento sabato scorso dopo una breve malattia nello zoo di Karlsruhem in Germania, aveva 51 anni e nella realtà si chiamava Douglas.

L'annuncio della scomparsa

La comunicazione della dipartita è stata resa nota dal quotidiano di Stoccolma “Dagens Nyheter”. All'interno del telefilm svedese Pippi Calzelunghe, Rosalinda era il pappagallo di Messer Jocket, un animale molto fastidioso che non smetteva mai di parlare. L'animale prima di essere trasferito in Germania, ha trascorso un lungo periodo in uno zoo per rettili in Svezia ed ha anche vissuto alcune avventure non proprio piacevoli. Nel 2003, infatti, come riportato in lungo post sulla pagina Facebook del direttore dello zoo in cui ha vissuto gli ultimi anni della sua vita Matthias Reinschmidt, le autorità chiesero la sua soppressione perchè privo dei documenti necessari.

La protesta dei fan sulla soppressione

La decisione sollevò la protesta dei fan, che in men che non si dica, riuscirono a raccogliere 50.000 firme contro la sua esecuzione, che fu successivamente bloccata e respinta in via definitiva solo quando il proprietario, qualche settimana dopo, riuscì a dimostrare che Douglas era stato importato legalmente dal Brasile. Successivamente, l’attenzione mediatica si focalizzò sulle condizioni di vita dell’uccello. Le autorità chiesero per lui una gabbia più grande, una richiesta respinta dallo zoo, impossibilitato a mettere in campo l'intervento, per questo si chiese una seconda proposta di eutanasia. Questa volta si mobilitò l'Europa intera e molti decisero di offrirgli asilo. Le ultime ore della sua vita le ha trascorse insieme al suo migliore amico, il direttore dello zoo che lo ricorda con immensa tristezza: "Anche se aveva una età quasi biblico per un ara, la sua morte mi ha scosso. Con Douglas lo zoo Karlsruhe ha perso un pezzo importante".

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