È morto Paolo Giaccio, aveva 69 anni. Giornalista, grande esperto di musica, autore e produttore e dirigente storico della Rai, Paolo Giaccio ha avuto un ruolo fondamentale per la nuova generazione di italiani degli anni '70, quella cresciuta con i grandi cantautori italiani. Grande amico di Renzo Arbore, fu proprio il conduttore e autore pugliese a volerlo con lui in "Per voi giovani", storica trasmissione radiofonica che aprì le porte a una nuova generazione di conduttori, che potremmo considerare come i "vee-jay" di una volta.

Autore di una stagione irripetibile

Una esperienza e una stagione irripetibile. Sotto quel programma, con Paolo Giaccio, sono passati e cresciuti Carlo Massarini, Mario Luzzatto-Fegiz e tanti altri. Nella prima metà degli anni è al timone della trasmissione settimanale "Tv Odeon" poi "Mister Fantasy, con Carlo Massarini e Mario Luzzatto-Fegiz.

Portò il David Letterman Show in Italia

Dagli anni '90 è stato responsabile editoriale dei canali satellitari della Rai. Proprio per RaiSatArt, canale all'epoca inserito nel bouquet di Telepiù, porta per la prima volta in Italia il David Letterman Show. Dal 1999 al 2008 è stato responsabile editoriale del canale satellitare dedicato al cinema RaiSatCinema, prima su Telepiù e successivamente su Sky, trasformato in CinemaWorld. Ha lanciato il canale RaiSatpremium. Insegnava dal 2013 presso la IULM nella facoltà di Arti e Turismo “Forme della divulgazione dell'arte contemporanea in televisione” e “Laboratorio di produzione televisiva per l'arte”.

Il ricordo di Roberto D'Agostino

Su Dagospia, Roberto D'Agostino ha pubblicato la sua "Lettera a un amico che se n'è andato". Un rapporto professionale e di amicizia che durava da più di 40 anni tra i due. Il direttore del giornale di gossip politico lo ricorda così: ""E' morto…". Lo smarrimento che ti prende è lo stesso di quando spegni il televisore e la luce dello schermo diventa un puntino che si allontana e si dissolve. […] La memoria, si sa, si sconta vivendo. Il nostro passato si allontana da noi nel momento in cui nasciamo, ma lo sentiamo passare solo quando ci lascia un amico. Ecco perché non posso perdere Paolo senza non perdere me stesso".