E’ morto nella giornata di lunedì 1 luglio Salvatore Gulisano, 79 anni, palermitano trapiantato a Torino. Per tutti, però, era il famoso Mago Gabriel. Reso famoso negli anni ’90 dal programma “Mai dire tv” della Gialappa’s Band, era molto amato per la sua semplicità e per le sua frasi volutamente sgrammaticate, talvolta capaci di scomodare richiami al dadaismo. A dare notizia della morte di Gulisano è stato, tramite un post pubblicato su Facebook, il manager dell'artista Renato D’Herin, che lo ha salutato così:

Ieri purtroppo ci ha lasciato un artista a cui sono molto affezionato ed a cui ho voluto Bene …Il Mago Gabriel (al secolo Salvatore Gulisano)
una figura fuori dagli schemi tradizionali … ma con un grande Cuore !
Riposa in pace Gabriello … ti voglio dare l’ultimo saluto con il nome affettuoso con cui ti ho sempre chiamato …
il Tuo Reno (come mi chiamavi Tu !!! )
Sentite condoglianze alla Famiglia , anche da Parte di Mio Fratello Alex e di mio Papa' Ezio che ti hanno accompagnato in tantissime "avventure" artistiche .

Nato in Sicilia, Gulisano si trasferì a Torino nel 1952. Nella città piemontese iniziò a farsi notare come medium adottando sin da subito il nome d’arte con cui è divenuto poi famoso. I tratti decisamente pittoreschi e insoliti di Gulisano, gli procurarono una certa fama in città. Il Mago Gabriel visitava diversi luoghi di Torino pretendendo di mostrare, attraverso il fumoso e mai esplicato concetto della "paragnottica", posti con forte concentrazioni di fantasmi e caratterizzati da particolari fenomeni paranormali. Un approccio che gli permise in poco tempo di approdare sul piccolo schermo, facendo il suo esordio su tv locali come Rete 3 Manila e TF9.

Reti locali che la Gialappa's Band iniziò a saccheggiare a inizio anni Novanta, alla ricerca di fenomeni e bizzarrie varie entrate poi a far parte del repertorio classico catalogato sotto la sigla "Mai dire…", poi diversamente declinata nel corso degli anni. I video del Mago Gabriel sono stati forse i primi a lasciare il segno e permettere al trio di aprirsi una strada attraverso la quale hanno irrimediabilmente lasciato il segno sulla storia della televisione italiana. Idolatrazione che Gabriel stesso condannò agli inizi, con un attacco indirizzato proprio al trio, che loro mandarono regolarmente in onda, naturalmente prendendola col sorriso:

Negli anni successivi, grazie a questa popolarità indotta, Mago Gabriel partecipò anche ad altri programmi televisivi nazionali, ad esempio il Maurizio Costanzo Show, oltre a tentare alcune operazioni discografiche che mescolavano musica dance a testi ispirati ai suoi motti e modi di dire.