L'appuntamento consueto per il concerto di Capodanno a Vienna è confermato sulle reti Rai per martedì 1 gennaio. Unica rete in Italia a trasmettere per intero l'evento sarà Radio3, che proporrà in diretta il celeberrimo concerto dalle ore 11.15, all’interno della trasmissione “Il Concerto del mattino”. A dirigere il Concerto nella Grosser Saal del Musikverein di Vienna sarà Christian Thielemann, attuale direttore della Staatskapelle di Dresda e direttore musicale del Festival di Bayreuth. Un debutto atteso quello di Thielemann che, pur avendo diretto i Wiener Philharmoniker in altre occasioni, si cimenta per la prima volta nel Concerto di Capodanno. L'evento sarà certamente trasmesso anche in diretta sulle reti Rai, in staffetta con l'analogo evento organizzato a La Fenice di Venezia.

Il Concerto di Capodanno di Vienna si tiene dal 1939 nella sala dorata del Musikverein di Vienna. Il programma, suddiviso in due parti e, tradizionalmente, viene concluso con l'esecuzione di tre brani fuori programma, di cui l'ultimo è la Marcia di Radetsky di Johann Strauss padre, durante la quale il pubblico in sala batte le mani, seguendo il tempo scandito dal direttore. Si tratta di uno degli eventi televisivi più seguiti al mondo e si stime che ogni anno venga visto da circa 1 miliardo di persone. Trasmesso in decine di paesi (nel 2010 sono stati 70), è tra i programmi trasmessi in Eurovisione e dal 1985 è trasmesso anche dalla televisione pubblica americana. In Italia, dal 2004, il Concerto di Capodanno è trasmesso in differita, all'orario di pranzo, per non accavallarsi con la messa in onda su Rai1 del Concerto di Capodanno dal Gran Teatro La Fenice di Venezia.

Il dualismo tra Vienna e Venezia

Dal 2003 il concerto di Venezia viene trasmesso in diretta sulla prima rete del servizio pubblico, a scapito proprio dell'evento viennese, spostato su Rai2 e in differita, nonostante la caratura internazionale del concerto. I numeri toccati dall'evento viennese, che nel 2000 era riuscito a raggiungere picchi di 6.5 milioni di telespettatori e uno share del 40.1 %, sono calati progressivamente, anno dopo anno, in seguito allo spostamento sulla seconda rete, assumendo un'entità ben più modesta. Fatto che ha generato, allora, non poche polemiche, vista la risposta italiana sostanzialmente protezionistica con un evento che, pur avendo un forte valore simbolico, per ovvie ragioni non può avere la stessa storia pluridecennale del suo "fratello" austriaco.