Quella del 26 luglio è stata una pagina nera, per le vicende di cronaca drammatiche, ma anche per il racconto che i media hanno fatto di certe vicende, al pari della speculazione politica su temi sensibili. Facciamo il punto: la storia del carabiniere ucciso a Roma a coltellate nella notte tra il 25 e il 26 luglio ha sconvolto l'opinione pubblica, provocando un grande moto di compassione e commozione, mista a un sentimento di rabbia per l'ingiustizia. Una rabbia che ha trovato subito risposta in una assurda caccia alla nazionalità dei presunti assassini, i quali per molte ore della giornata di ieri, senza uno straccio di prova e documentazione a favore della tesi, sono diventati per alcune testate degli immigrati. Da una confessione giunta solo nella tarda serata del 27 luglio si è poi scoperto che i due presunti colpevoli sarebbero in realtà due turisti americani.

Facile immaginare, tuttavia, la speculazione politica che si è sviluppata sulla falsa indiscrezione delle colpe attribuibili ai quattro nordafricani, da alcune forze politiche associati erroneamente, attraverso allusioni più o meno dirette, ad un problema sociale e politico che fa parte dell'agenda quotidiana, ovvero quello dell'immigrazione.

Salvini interviene a UnoMattina

Già dalle prime ore della mattina c'era la corsa a dirla più grossa e la televisione non è stata esente da una trattazione quantomeno approssimativa della vicenda. Grosse polemiche sono state sollevate dall'intervento a UnoMattina del ministro Salvini. Il vicepremier ha parlato per alcuni minuti e, al netto del messaggio di vicinanza alla famiglia del carabiniere che ha perso la vita, non ha mancato di evidenziare a più riprese una connessione tra quanto accaduto e il problema dei migranti. Erano le 9.58 del mattino, quindi molte ore prima che emergesse la confessione dei due presunti assassini, quando Salvini descriveva così su Rai1 i due reo confessi colpevoli: "Si tratta quasi sicuramente di non italiani, guarda che strano…", per poi aggiungere:

Sto andando a Milano al centro espulsioni e rimpatri, perché ovviamente in Italia ci sono più di 5 milioni di immigrati regolari e per bene che sono i benvenuti. Però negli anni passati ne hanno fatti arrivare troppi, fatti sbarcare a centinaia di migliaia e noi li vediamo in giro per le città e queste persone bisogna prenderle una ad una, a calci.

La polemica di Anzaldi contro Roberto Poletti

Ma la polemica sollevata dal membro della commissione di vigilanza Rai in quota Pd Michele Anzaldi è relativa anche alla condotta di Roberto Poletti, presentatore di UnoMattina con Valentina Bisti e identificato come molto vicino a Salvini, avendo diretto Radio Padania ed essendo stato biografo dell'attuale ministro. "Quindi, ministro, lei sta quindi dicendo a chi ci ascolta che la musica è cambiata?", l'unica isolata domanda di Poletti, che nulla dice rispetto alle informazioni fornite da Salvini ed evidentemente non confermate, visto come siano andate poi le voci. Anzaldi si chiede quindi:

"Per cinque minuti ieri mattina Salvini ha parlato senza alcun contraddittorio giornalistico, peraltro dando una versione totalmente sballata dell’omicidio del carabiniere a Roma, una versione smentita poi dalle indagini: altro che una tragedia per 100 euro, altro che furto di un cellulare. Si parla di droga, ma Salvini ha parlato di altro. Se ci fosse stato un giornalista esperto, probabilmente non avrebbe permesso al ministro di dare a pochi minuti dall’assassinio del carabiniere una versione senza alcun elemento concreto in mano. Come si può pensare che Poletti conduca Uno Mattina anche nella stagione ordinaria di Rai?". Anzaldi ha quindi annunciato che dalla puntata di unoMattina nascerà una interrogazione parlamentare.