Annalisa Minetti è stata ospite con il marito Michele Balzarino nella puntata del 13 maggio di Domenica Live, nella quale ha portato per la prima volta in televisione la figlia Elèna Francesca, nata lo scorso 29 marzo. La presenza di neonati sul piccolo schermo sembra ormai una caratteristica fondamentale del programma di Barbara D'Urso, che anche in questo caso ha raccolto tantissime critiche. È davvero necessario esporre i piccoli, solo per raccogliere punti di share, ed è giusto mostrare i propri figli al pubblico televisivo? Polemiche a parte, la cantante ha spiegato che grazie alla sua bimba potrebbe trovare una cura al suo problema di cecità.

Perché le cellule staminali di Elèna possono aiutare la Minetti

Annalisa aveva già svelato di aver conservato il cordone ombelicale della bambina e ha spiegato con maggiori dettagli la motivazione della scelta: "Farlo è stata una delle cose più intelligenti che potessi fare, è un dono che Elèna ha fatto a me e che io faccio alla mia famiglia". Le cellule staminali contenute nel cordone potrebbero esserle d'aiuto per contrastare la sua malattia, o servire in futuro ad altri membri della famiglia alle prese con lo stesso problema.

Nella ricerca sulle staminali ci sono tantissime speranze per quanto riguarda la retinite pigmentosa. Sono in attesa di fare un'operazione. Attraverso il mio dna stiamo cercando di capire quanto progredisce la mia malattia e quanto velocemente peggiora per capire quanto tempo abbiamo ancora. Se anche non vedo più, ho alcuni recettori ancora vivi e dobbiamo mantenerli vivi il più possibile. Le staminali possono essere una possibilità per attendere l'operazione.

Il miracolo della nascita di Elèna

La piccola Elèna è nata dopo un periodo di grande sofferenza per Annalisa e Michele. Lo scorso anno, infatti, la cantante aveva subito un aborto spontaneo, un trauma dolorosissimo che ha gettato la coppia nello sconforto. La Minetti è già mamma di Fabio, nato dal precedente matrimonio con Gennaro Esposito, ma per molto tempo ha coltivato il sogno di avere un bambino da Michele. Un sogno che si avverato quando meno se lo aspettava:

Quando è nata Elena è stato un altro piccolo miracolo della mia vita. Credo di conoscere la sofferenza e di poterne parlare come di una grande amica, che mi ha reso quello che sono. Elena era insperata, credevo che Dio non volesse che io tornassi a diventare madre. Ci avete creduto più voi che io. Poi è arrivata lei, quando non ci credevamo più. Ho aspettato tanto a dirlo, non volevamo dirlo a nessuno per paura. È la luce di cui io parlo sempre, lei è la mia luce. Da quando è nata Elèna tante cose stanno andando diversamente, è un portafortuna come lo è stato mio figlio Fabio.

Cos'è la retinite pigmentosa

Il disturbo che affligge la Minetti, ovvero la retinite pigmentosa, è una malattia genetica dell'occhio che colpisce l'epitelio pigmentato e la retina (retinopatia).  Il progredire della patologia varia a seconda dei casi, ma non tutte le persone affette  diventano legalmente cieche. Non esiste ancora un trattamento medico che consente la cura, ma le ricerche attuali riguardano trapianti di retina, impianto di retina artificiale, terapia genetica, utilizzo di cellule staminali, supplementi nutritivi e/o terapie con farmaci. In particolare, ci sono speranze per la tecnica di editing del genoma chiamata CRISPR/Cas9: un gruppo di ricercatori del Columbia University Medical Center e dell'Università dell'Iowa hanno usato tale tecnologia per riparare la mutazione genetica che è all'origine della patologia in una coltura di cellule staminali da impiantare nella retina del paziente.