Ambra Angiolini è tra gli ospiti della puntata di ‘Verissimo‘ in onda venerdì 15 marzo. L'attrice, protagonista della serie televisiva ‘Il silenzio dell'acqua', ha parlato della sua vita privata spaziando dalla storia d'amore con Massimiliano Allegri alla fine della relazione con Francesco Renga. Inoltre, ha anche raccontato la sua lotta contro la bulimia.

L'amore per Massimiliano Allegri

"Juventina? Io sono allegriana": ha assicurato Ambra Angiolini. L'attrice ha confidato a Silvia Toffanin perché questa relazione che dura ormai da due anni è così speciale. Massimiliano Allegri le ha insegnato a credere di nuovo nell'amore, a non essere troppo impulsiva e soprattutto a sorridere alla vita:

"È un uomo che mi ha insegnato tantissime cose e che, come me, è abbastanza diverso da quello che sembra. Ora credo di nuovo nell’amore e nel futuro. Mi insegna a stare tranquilla sul lavoro, a non fare sfuriate perché sono troppo passionale. Poi, sorride da Dio e sono due anni che rido: prima sbloccavo il diaframma piangendo, ora lo faccio ridendo. E questa mi sembra già una bella cosa. Mi sento di essere molto, molto, molto fortunata. Quando si arriva maturi a una scelta di avere un’altra storia o trovi una situazione così oppure non ti rimetti in gioco”.

Il matrimonio non è nei loro piani

Nonostante le indiscrezioni su nozze ormai imminenti continuino a rincorrersi, Ambra Angiolini ha assicurato che per il momento il matrimonio non è affatto nei loro piani. L'attrice ha dichiarato che dopo la difficile separazione ha, in qualche modo, sposato se stessa. Oggi non avverte il bisogno di un'altra celebrazione nuziale:

“Non ho bisogno di niente, mi sono sposata con me stessa dopo essermi separata. Qualsiasi cosa accadrà sarà una cosa in aggiunta alla mia persona. L’abito bianco me lo sono già messa da sola. Non ho bisogno di un uomo per essere socialmente riconosciuta. Sono una donna innamorata, per il resto il mio matrimonio doveva essere solo con me e quello sono riuscita a celebrarlo”.

La fine della relazione con Francesco Renga

Nel 2015, Ambra Angiolini e Francesco Renga si sono lasciati dopo un amore durato 11 anni. Dalla loro relazione sono nati due figli: Leonardo e Jolanda. “Penso che la lezione più grande ce l’abbia data nostro figlio: ci disse ‘Non dovete obbligarmi a essere felice. Posso capire la situazione, ma la felicità è un’altra cosa'. E aveva ragione" ha raccontato l'attrice, parlando poi delle difficoltà del periodo successivo alla fine dell'amore con l'artista:

 "Continuo a vivere a Brescia perché mi sembrava un modo intelligente per evitare di avere un contrasto forte in un momento della vita in cui è già difficile mantenere la calma. È stata una scelta che rifarei. Chiaramente mi ha messo nelle peggiori condizioni, perché frequentare gli stessi luoghi, ma vivendoli in maniera diversa è stata una cosa complicata. Oggi però sono felice perché abbiamo vissuto solo quello che dovevamo vivere e abbiamo evitato il rischio che la rabbia comandasse sull’amore. Siamo sereni anche perché Francesco è un uomo divertente: mi fa ridere anche quando non c’è niente da ridere. Gli voglio un bene infinito".

Ambra dopo ‘Non è la Rai'

Ambra Angiolini ha parlato anche del difficile periodo nel quale ha sentito l'esigenza di reinventarsi e di staccarsi dal personaggio di ‘Non è la Rai' che ormai non le apparteneva più: "Quel personaggio divertente, non mi divertiva più. Le critiche mi ferivano perché sentivo che c'era qualcosa di vero in quello che le persone dicevano. Non ero io. E allora ho detto basta e mi sono allontanata". 

La lotta contro la bulimia

Infine, Ambra è tornata a parlare della sua lotta contro la bulimia. Una lotta da cui è riuscita a uscire vittoriosa. Oggi mette la sua esperienza al servizio degli altri, impegnandosi attivamente in tante campagne che parlano di questo problema. L'errore più grande che si possa fare è rinchiudersi in se stessi e credere che superare questo ostacolo sia una sfida impossibile:

"Ho fatto tante campagne contro la bulimia perché ho avuto questo problema per un po’ di tempo. È una fame d’amore che devi colmare, che non va condivisa con tutti ma va raccontata una volta guariti, perché ci sono tante persone che hanno bisogno di capire che si può superare. Bisogna cercare il proprio cibo, che non è quello reale ma è un cibo diverso. È una malattia vera e una società che impone un solo modello è una società che consegna questa malattia agli adolescenti e alle persone più fragili".