Non si placano le polemiche per la puntata del programma "Alla Lavagna" di Vladimir Luxuria. La lezione dell'ex parlamentare e volto televisivo ai bambini del programma di Rai2 ha sollevato contestazioni, soprattutto per aver affrontato i temi relativi alla questione gender, parsi inappropriati ad alcuni commentatori. Tra questi alcuni rappresentanti della Lega, che hanno parlato di indottrinamento, ma anche Mario Adinolfi, che a Radio Cusano Campus ha affermato: "Questi argomenti non devono essere affrontati davanti ai bambini di 8-9 anni e in più trasmessi in prima serata sulla tv pubblica. La mia opinione è che questi temi vadano affrontati in famiglia. Questa è ideologia gender. Luxuria dice di essere una principessa che doveva essere liberata, semplicemente non è vero, non è una principessa, è un maschio. Se avessero invitato me in quel programma anziché Luxuria sarebbe scoppiato il pandemonio". 

Ma Luxuria si difende in un'intervista al programma radiofonico I Lunatici: "Su questa storia ho letto dei titoli incredibili. Magari la gente legge il titolo e crede a certe assurdità, a certe fake news, a certe stronzate. Qualcuno davvero può pensare che io vada dentro a un'aula ad insegnare alle bambine e ai bambini a diventare trans? Ma come si può pensare una cosa del genere? Io so bene che etero, gay e trans si nasce, non si diventa. Come posso pensare io di indottrinare qualcuno? Siamo ai limiti dell'idiozia e qualcuno abbocca anche. Chiariamo che io sono stata invitata a confrontarmi con questa classe elementare di bambini e mi sono sottoposta alle loro domande e alle loro curiosità. Alle loro domande ho risposto usando un linguaggio garbato, comprensibile, delicato. Io ho sempre rispettato i bambini, c'è stato il consenso dei genitori dei bimbi che hanno seguito la puntata dalla regia, nessuno è uscito fuori turbato, anzi. Il tema del bullismo è molto importante e sentito. In fondo, quelli che mi hanno dato contro pensano che se un gay viene sfottuto, discriminato e messo da parte, il messaggio che passa è che è meglio che i gay si nascondano. Ma oggi nessuno più si deve vergognare della propria identità sessuale. Si devono vergognare certi sepolcri imbiancati che vorrebbero farci tornare nel medioevo".

Il commento di Luxuria alle polemiche

In particolare le contestazioni si sono concentrate su una fiaba raccontata ai bambini da Luxuria, letta in chiave di un esplicito doppio senso sessuale. Su questo aspetto Luxuria ha ringraziato il sottosegretario Spadafora e quella parte dell'attuale esecutivo che si è distinta dalla linea leghista:

 Ringrazio tantissimo il sottosegretario Spadafora e altri esponenti della vigilanza Rai del Movimento Cinque Stelle che hanno rimarcato la loro differenza dagli alleati di Governo. Voglio rimarcare una cosa sulla favola dell'uccello. Questa veramente mi fa imbestialire. A un certo punto i bambini mi hanno chiesto di raccontare una favola in due minuti. Io ho raccontato la favola di un uccello che stava in gabbia liberato da una bambina che lo vedeva soffrire. Io non ho mai pensato che l'uccello in gabbia avesse qualche doppio senso sessuale. Chi pensa che io raccontando la favola dell'uccello faccia riferimento a un membro maschile, deve mettere le tende dallo psichiatra. Questi sono ossessionati dal sesso, sono malati, pensano solo a quello. Sapesse quanti eterosessuali si sono venuti a far rincuorare da me perché stavano male…Andiamo oltre alla sessualità, andiamo oltre quest'ossessione, cerchiamo di vedere quello che ci unisce, non quello che ci divide".

Imma Battaglia in difesa di Vladimir Luxuria

A schierarsi con Vladimir Luxuria un altro personaggio influente del mondo LGBT, Imma Battaglia, ha mostrato tutta la sua solidarietà parlando ai microfoni di Radio Cusano Campus: "Brava la Rai e bravo Spadafora ad aver difeso questa scelta, il servizio pubblico ha il ruolo di educare e formare. I soliti integralisti tipo Pillon sono ridicoli e non vedono dove sta andando la società. Io ho trovato aberrante vedere Salvini in quella trasmissione parlare di sovranismo. Se Vladimir fosse andata a parlare della letteratura per bambini, probabilmente nessuno si sarebbe posto il problema che quella fosse una persona transessuale".