Si è spento nella notte Raffaele Pisu, attore, comico, conduttore televisivo e conduttore radiofonico italiano. Aveva 94 anni, era nato a Bologna il 24 maggio del 1925 e sarà ricordato per essere stato un volto e una voce di riferimento per la radio e la televisione, imponendosi come uno dei più popolari comici e conduttori nel periodo immediatamente successivo alla guerra. I funerali di Raffaele Pisu si terranno a Imola venerdì 2 agosto 2019 alla chiesa di Santo Spirito e Don Marco officerà la cerimonia funebre. La città dice addio al noto attore e conduttore che vi ha vissuto con la moglie fino al giorno della sua morte.

Gli inizi della carriera di Raffaele Pisu coincidono con l'epoca del boom televisivo, grazie alla partecipazione a trasmissioni di grande successo nazionale degli Anni Sessanta come "L'amico del giaguaro", "Ma che domenica amici" e "Senza rete". La sua vita si intrecciò agli eventi storici di rilievo che hanno caratterizzato il secolo scorso, tanto che Raffaele Pisu è stato un ex partigiano, finito prigioniero di guerra in un campo di concentramento tedesco, vi rimase per 15 mesi.

L'amore per la famiglia, il figlio ritrovato

Le vicende personali di Raffaele Pisu si sono intrecciate alla sua carriera ricca di sorprese e successi. La famiglia, costruita insieme alla moglie Leda Martellini, è stata una costante della vita dell'attore. Dall'amore con la moglie è nato Antonio, ma all'età di 90 anni, Raffaele Pisu ha scoperto di aver un altro figlio, Paolo Rossi, nato a Rimini nel 1966. La scoperta avvenuta in diretta televisiva, a Domenica Live, dove l'attore ha raccontato come il figlio che non sapeva di avere gli si sia presentato, un giorno, con una lettera tra le mani, accompagnata da una foto della madre. 

Addio a Raffaele Pisu, le tappe della carriera

Raffaele Pisu non fu il solo della famiglia ad intraprendere la strada dello spettacolo, suo fratello Mario Pisu era infatti attore di teatro e cinema. Gli esordi di Raffaele Pisu hanno la forma di alcune partecipazioni a varietà e trasmissioni di intrattenimento di Radio Bologna. Dopo poco passò a lavorare a Radio Roma, dove entrò nella Compagnia del teatro comico musicale della Rai. In questi anni Pisu riesce ad acquisire grande considerazione presso il pubblico grazie a macchiette e ruoli comici che contribuiranno a renderlo una voce nota del panorama radiofonico italiano. Personaggi come Zaccaria, fidanzato di Adalgisa in Chicchirichì e Prospero in Rosso e nero gli permettono di entrare nel cuore dei radioascoltatori dell'epoca.

Il ruolo drammatico nel film Italiani Brava Gente

Dopo aver preso parte a varietà e teleromanzi negli anni Cinquanta, Pisu trova la consacrazione televisiva accostandosi ad attori comici del calibro di Gino Bramieri, con il quale trovò una enorme sintonia, capace di esaltare le sue caratteristiche e i suoi tempi sul palco. Siamo negli anni Sessanta e Pisu, che era già un volto noto per il pubblico televisivo, trova una consacrazione attraverso alcuni programmi di successo, ma anche grazie all'insolita partecipazione al film "Italiani Brava Gente" di Giuseppe De Santis, in cui interpreta un ruolo drammatico. Con il personaggio di Provolino, pensato per la trasmissione "Ma che domenica amici" scolpisce definitivamente il suo nome nella memoria degli italiani.

Raffaele Pisu a Striscia La Notizia con Ezio Greggio

Anche gli anni Settanta sono un decennio prodigo per l'attore che conduce diversi varietà, collaborando con Gianfranco Funari e Gianni Agus, due grandi nomi della storia della Rai. Tra giochi musicali a premi e programmi di approfondimento automobilistico (Indianapolis), si diede anche alla divulgazione con Minnie Minoprio The Pupil, una sorta di corso semiserio di lingua inglese. A partire dal 1977 inizia un periodo di pausa che lo vede poi tornare a intermittenza, in radio come in Tv. Il ritorno definitivo avviene con "Striscia La Notizia", che conduce in coppia con Ezio Greggio. Si tratta della seconda edizione dello storico Tg satirico ideato da Antonio Ricci, la prima in cui esordisce il personaggio del Gabibbo. Gli anni successivi lo vedono invece concentrarsi prevalentemente sul suo ruolo di attore, sia a teatro che nella fiction Tv, da "Non ho l'età" a "Chi l'avrebbe mai detto", passando per "Don Matteo". Risale al 2004 la sua collaborazione con Paolo Sorrentino per "Le Conseguenze dell'Amore", in cui ebbe un ruolo. Parlò benissimo del regista napoletano premio Oscar, che trovò proprio in quel film con protagonista Servillo la definitiva consacrazione: "Mi volle incontrare personalmente – aveva raccontato Pisu – e mi scelse per “Le conseguenze dell’amore”. Paolo è bravissimo, un grande regista davvero. Appartiene alla schiera dei grandi artisti di una volta. È preparato, legge, studia, capisce".

Il saluto del figlio Antonio

"Eravamo proprio belli tutti e tre insieme. Abbiamo riso, sperato, sperperato e goduto. Insieme. Sempre. Grazie per avermi reso quel bambino con un sacco di avventure stupende da raccontare vissute insieme al suo papà". Queste le parole scritte dal figlio di Raffaele Pisu, Antonio, per salutare il padre scomparso.