Addio a Oliviero Beha, il giornalista e conduttore è morto a 68 anni

Il mondo del giornalismo dice addio a Oliviero Beha, storico cronista, conduttore televisivo e radiofonico, saggista e scrittore, morto il 13 maggio a 68 anni. Lo ha annunciato Germana, una dei suoi tre figli: "È stato un male molto veloce. Papà se n'è andato abbracciato da tutta la sua grande famiglia allargata di parenti e amici".
La carriera di Oliviero Beha
Dopo gli inizi a Tuttosport e Paese Sera, Beha è inviato di La Repubblica dal 1976 al 1985, in cui si occupa soprattutto di sport. Resta celebre l'inchiesta del 1984 condotta insieme a Roberto Chiodi, secondo cui la partita Italia – Camerun del Campionato mondiale di calcio 1982 sarebbe stata combinata. Nel 1987 inizia la sua attività televisiva con Andrea Barbato conducendo "Va' pensiero" e firmando successivamente, sempre per la Rai, inchieste e speciali televisivi in Italia e all'estero. Nell'aprile 1992 fonda Radio Zorro, fortunato programma di Radio Rai che tre anni dopo si fonde con lo storico 3131 dando vita a Radio Zorro 3131. Ne nascerà anche una versione televisiva, Video Zorro, ma entrambe le trasmissioni sono chiuse successivamente dalla dirigenza Rai. Beha finisce relegato alle ore notturne con Attenti a quei tre. Dal 1998 torna ai microfoni di Radio Rai con Radioacolori (poi Beha a colori), fino alla chiusura nel 2004. Comincia da allora un'infinita serie di cause giudiziarie con l'azienda pubblica. Nel novembre/dicembre 2012 conduce il ciclo di 6 puntate della trasmissione Telepatia, in onda su Rai 3.
Editorialista e co-fondatore del Fatto Quotidiano, è stato anche autore di diversi testi teatrali, saggi e raccolte di poesie spesso oggetto di importanti riconoscimenti ("All'ultimo stadio" ha vinto il Selezione Bancarella, "Anni di cuoio" il Premio Chianciano, "Inverso" il Selezione Viareggio) e ha ricevuto il Premio delle Arti Fiorentini nel Mondo nel 2015.