È montata la protesta tra gli utenti Sky dopo la decisione della piattaforma di Rupert Murdoch di modificare il piano di fatturazione per gli abbonati, passando da 12 a 13 mensilità. A partire dal 1° ottobre 2017, gli abbonati si vedranno recapitare le consuete fatture ogni 28 giorni, e non più al termine di un effettivo mese solare, che sia di 28, 30 o 31 giorni. In rete si invoca un intervento del Garante affinché sia rispettata la norma introdotta nel marzo di quest’anno dall’AgCom che vieta alle compagnie di emettere bollette ogni 28 giorni piuttosto che su base mensile.

Sull’argomento, però, c’è un po’ di confusione. Una norma di questo tipo è stata emessa effettivamente a marzo, ma vale solo per le compagnie telefoniche, tra le quali, com’è naturale, non rientra Sky. Prevede che le offerte per telefono fisso, fibra e Adsl siano fatturate su base mensile e che quelle mobili siano conteggiate al minimo a 28 giorni, 4 settimane effettive. La piattaforma di Murdoch, dunque, non viola alcuna regola modificando unilateralmente il piano dei propri utenti. La delibera AgCom, in questo caso specifico, non trova campo di applicazione.

Come recedere senza penali.

Se fate parte di quella fascia di consumatori che non intendono subire gli effetti di tale modifica, sappiate che è possibile recedere dal proprio piano di abbonamento senza incorrere in alcuna penale. Basterà comunicarlo a Sky entro il 30 settembre 2017 attraverso una raccomandata con ricevuta di ritorno da inviare a Sky – Casella Postale 13057 – 20141 Milano e specificare come oggetto: "Modifica delle condizioni contrattuali". Non sarà applicato alcun costo di rescissione agli utenti che decideranno di far valere il proprio diritto di recesso entro i termini previsti.