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To catch a predator: ecco come si cattura un pedofilo

"Dateline" è un programma televisivo americano, durante il quale il giornalista Chris Hansen, grazie alla collaborazione del gruppo "Perverted-justice" e della polizia locale, coglie in flagrante i pedofili della rete che si presentano ai primi appuntamenti con le loro giovani vittime.

To catch a predator: ecco come si cattura un pedofilo.

 Dateline – to catch a predator è stato un programma televisivo americano di enorme successo, basato sulla cattura dei pedofili della rete durante i primi appuntamenti con le loro vittime. A coglierli in flagrante il giornalista Chris Hansen, in collaborazione con l’organizzazione Perverted-justice e con la polizia locale, pronta fuori le abitazioni ad intervenire per arrestare i soggetti in questione. In totale sono state trasmesse 12 puntate comprensive di 12 inchieste e di circa 200 arresti (dei quali l’80% conclusi con una condanna effettiva), tra il 2004 e il 2007, anno di interruzione definitiva del programma, causata dell’eccessiva popolarità del format che impediva ormai il normale svolgimento degli adescamenti in rete.

Critiche e denunce copiose sono arrivate nel corso di questi 3 anni di inchieste, derivate soprattutto dalla natura “spietata” del programma, che non ha mai garantito alcun tipo di tutela ai pedofili protagonisti delle storie e, anzi, ne ha sempre facilitato l’identificazione attraverso la messa in onda delle registrazioni a volto scoperto, con voce non camuffata e con nomi e cognomi ben visibili. Ciò ha contribuito alla diffusione delle loro vere identità e della modalità di adescamento in rete ai danni di minorenni (sia maschi che femmine), ignari del loro reale interlocutore virtuale.

“To catch a predator”: come ti catturo il pedofilo

Gli arresti in diretta tv dei pedofili “adescati” in rete grazie alla complicità di attori/attrici minorenni.

La struttura del format è molto semplice: grazie all’aiuto di attrici/attori iscritti ad apposite chat per minori, si isolano i nickname di coloro che chattano solo per ottenere favori sessuali di vario tipo. Dopo averli fatti uscire allo scoperto in modo esplicito, si invitano per un primo appuntamento in una casa o in un luogo pubblico concordato (spesso perchè i pedofili non si fidano delle loro “prede” e pretendono un primo appuntamento alla luce del sole per testare la veridicità delle loro identità). Ad attenderli però non saranno solo i minori, bensì anche il giornalista Chris Hansen, pronto ad uscire all’improvviso per sottoporli ad un imbarazzante interrogatorio davanti alle telecamere, e la polizia locale, appostata fuori l’abitazione per arrestarli.

La conclusione della storia si raggiunge quando, al distretto di polizia, il pedofilo spiega perchè adesca minori in chat, se è la prima volta che accade e se la sua famiglia è al corrente di questa orrenda “abitudine”, tra le altre cose illegale. Paradossalmente la colpa spesso è ricaduta sulle stesse vittime, accusate di aver alimentato la conversazione a sfondo sessuale o di aver chiesto esplicitamente un incontro equivoco. Il rapporto complesso tra “Decoy” (esche) e “Perverted” (pervertiti), vissuto sotto l’occhio vigile delle telecamere e, di conseguenza, dei critici telespettatori, che non sempre hanno apprezzato questa forma di spettacolarizzazione di un problema ad oggi molto serio, delicato e soprattutto diffuso.

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