Il futuro di Paolo Bonolis a Mediaset è stato al centro di una conferenza stampa tenutasi oggi, 23 marzo, a Cologno Monzese. Il conduttore ha firmato un contratto di due anni che lo legherà nuovamente al Biscione, con tutta una serie di impegni che lo vedranno nuovamente tra i volti di punta dell'azienda. Lo ha spiegato il direttore generale dei Contenuti Mediaset Alessandro Salem

Il piano di lavoro si svilupperà lungo due linee. Da un lato riproporremo tutti i successi: Peter Pan, Ciao Darwin, una nuova edizione di Scherzi a parte e non possiamo abbandonare una nuova serie di Avanti un altro. Dall'altro lato vorremmo consolidare tutto quel lavoro fatto in questi anni sul piano della sperimentazione. Questo significa Sicuramente una nuova edizione di Music e poi un'evoluzione de Il Senso della Vita. Vorremmo arricchirlo di componenti innovativi ed il desiderio sarebbe quello di costruire un bel prime time per Italia 1.

Se una nuova edizione di Ciao Darwin (probabilmente l'ultima) era scontata e di Il senso della vita si era già parlato nei giorni scorsi (la novità sarebbe il passaggio su Italia 1 in prima serata), colpisce la tendenza revival che riporterà in tv due show assenti da anni come "Chi ha incastrato Peter Pan?" e "Scherzi a Parte". Bonolis ha così spiegato la scelta di rinnovare il contratto anziché passare in Rai, come insinuato nei mesi scorsi: "La scelta di rimanere a Mediaset collimava con la mia vita quotidiana e le mie esigenze di vita. La proposta della Rai era importante e prestigiosa, ma era meno affine al mio stile di vita fuori dal lavoro. Ho sempre lavorato bene con la Rai, ma con Mediaset c'è sempre un costante dialogo. Perché sono sempre loro, non cambiano. In Rai è difficile poter instaurare un dialogo continuativo".

Niente Festival di Sanremo: "Lo farei solo se potessi cambiarlo davvero"

Bonolis ha dunque confermato che non sarà lui a condurre il Festival di Sanremo 2018 nel post Carlo Conti. Difficilmente lo vedremo di nuovo al timone della kermesse, neppure in un prestito Rai-Mediaset in stile Maria De Filippi

No. Ora Sanremo me lo godo in casa, faccio Music che deve combattere con la concorrenza ed il risultato è stato ottimo. Per quello che mi riguarda, il Festival di Sanremo potrebbe essere riapprocciato dal mio gruppo di lavoro solo se potesse cambiare veramente. E credo che all'Ariston Sanremo non possa cambiare. Quello è un luogo circoscritto, si è fatto tutto il possibile. Se la sede cambiasse, allora sì che mi divertirei veramente. L'Eurofestival ha possibilità di innovazione e cambiamento che Sanremo, così, non si può permettere. Ne ho parlato con Campo Dall'Orto, credo fosse d'accordo pure lui.

Su Parliamone sabato: "Dietro la chiusura ci sono altre ragioni"

Bonolis, infine, ha commentato la notizia della chiusura di "Parliamone sabato" in seguito allo scandalo provocato da un dibattito a sfondo sessista sulle "donne dell'est".

Mi dispiace per quello che è successo. È successo qualcosa di umano, si esercitano rapporti di forza in televisione. La Rai è un'azienda televisiva di Stato, deve far contenti tutti. E per fare contenti tutti è difficile non ascoltare le lamentele di tutti, ma così si finisce per fare una televisione innocua dove l'ironia rischia di non prendere piede. Io ho visto quel momento e non era successo davvero nulla. Credo che dietro quella chiusura ci siano altre cose e credo che se quel programma avesse fatto il 20% non sarebbe stato chiuso.