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Paola Ferrari difende i telecronisti Rai della Uefa Euro2012

Dimenticando gli strafalcioni, l'intervista senza audio e le urla in studio, la Ferrari ha elogiato Rai Sport per gli ottimi ascolti registrati e per i maxischermi in Emilia Romagna.

Paola Ferrari difende i telecronisti Rai della Uefa Euro2012.

Dopo le dichiarazioni del giornalista sportivo Rai Marco Mazzocchi che ha attaccato i colleghi-criticoni di Sky, ecco che salta fuori anche la critica di Paola Ferrari la quale non può più tollerare le critiche che sono state mosse a Rai Sport in occasione degli Europei 2012 e lo fa in un’intervista ai colleghi di Tv Sorrisi e Canzoni. La conduttrice biondissima si nasconde subito dietro agli ascolti eccellenti che sono stati registrati dalla tv di Stato: “Il pubblico ci premia, la gente ci segue con affetto e perfino le partite minori hanno registrato ascolti importanti” ha tuonato la Ferrari che forse ha dimenticato come Viale Mazzini sia l’unico a detenere i diritti sull’Uefa Euro2012 e che, volente o nolente, non può – anzi deve – registrare numeri considerevoli (il match calcistico Germania-Italia ha registrato il 68% di share con 20 milioni di telespettatori, ndr). Il calcio unisce, è uno sport di massa e soprattutto se a giocare è la nazionale accorrono in tv milioni e milione di persone che in genere non guardano di certo le partite tradizionali trasmesse da Sky o da Mediaset Premium. Ecco che le partite della nazionale italiana si trasformano in un momento di coesione sociale, di divertimento e di puro nazionalismo. Ma sarebbe demagogico parlare di grandi ascolti dovuti alla grande professionalità dei telecronisti Rai.

Paola Ferrari avrà forse dimenticato gli strafalcioni dei telecronisti, dalle pronunce inesatte ai nomi dei giocatori sbagliati ripetutamente, dall’audio che mancava durante la prima intervista a Prandelli alle urla in studio della stessa conduttrice, senza tralasciare poi Alessandro Antinelli bidonato dal ct della nazionale italiana perchè doveva festeggiare la vittoria dell’Italia contro l’Inghilterra, subito dopo i tiri dal dischetto (e non chiamiamoli rigori, ndr). “I critici fanno il loro lavoro e va benissimo se è in buona fede e non si manca di rispetto alle persone” aggiunge la Ferrari che poi definisce “senza precedenti” la copertura dell’evento organizzata dal Direttore di Rai Sport Eugenio De Paoli e dal suo vice Jacopo Volpi.

Spazio al populismo con i maxischermi in Emilia Romagna che hanno consentito agli abitanti delle zone terremotate (qui il reportage video sul sisma) di seguire i match calcistici della nazionale. “La Rai ha portato un po’ di gioia a quelle popolazioni e non scorderà quando abbiamo messo in collegamento un bambino della tendopoli con Gigi Buffon. Avevo i brividi” continua la Ferrari. Discorso che non fa una piega ma che non può affatto giustificare le inefficienze di Rai Sport. E poi perdonateci la presunzione: ma come avrebbe potuto la Rai non installare qualche maxischermo (che in ogni caso erano disseminati un po’ in tutta Italia, ndr) dopo che viene finanziata dagli Italiani con un canone annuale superiore ai €110? Come avrebbero potuto “spegnere il segnale”? Era loro dovere, niente di più.

E continua la polemica/telenovela con Sky, soprattutto con Fabio Caressa, telecronista di punta della tv di Murdoch, che aveva già invitato la Rai a cambiare schema visto che “evidentemente questo non funziona più, e non solo nello sport”. Dura la replica della Ferrari:

Diciamo che ci sono persone che hanno stile e altre che non ce l’hanno. A me pare che abbiamo una bellissima squadra. Dall’umanità di Serse Cosmi alla competenza di Emiliano Mondonico, cosa si può desiderare di meglio? Certo, se poi uno paga gli opinionisti 200 mila euro, come fanno altri, arrivano le superstar. In Rai però queste cifre non ci sono.

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