Ornella Muti si racconta a Pippo Baudo. L'attrice, diva del cinema nostrano soprattutto negli anni Ottanta, ripercorre col conduttore la sua carriera, dagli inizi e quel primo film fatto per caso, scelta per aver accompagnato sua sorella a un provino con Damiano Damiani, il quale le impose il nome d'arte di origini dannunziane, alla prima grande esperienza in Romanzo Popolare con Tognazzi e Monicelli, che ricorda con commozione: "Gli dissi che ero incinta e lui non fece problemi, promettendo di terminare il film velocemente perché non si notasse".

L'attrice, vittima di un incidente recente che l'ha costretta ad un braccio ingessato per un gomito rotto, ha difeso la figlia Naike Rivelli, con la quale ha uno splendido rapporto. Premia la sua audacia, spesso esplicitata anche tramite le foto piuttosto spinte pubblicate sui social: "Io ammiro molto Naike, perché ammiro molto le persone coraggiose, le critiche fanno parte del successo. Chi rischia in prima persona, è da ammirare. Naike in Italia è molto criticata e penalizzata, ma all'estero non lo è. Lì è considerata come una grossa creativa e vedere la sua pagina Instagram lo dimostra. Capisco che non tutti possano condividerla, ma non condividere è umano, giudicare è altra cosa".

Il rapporto con l'età che avanza.

Baudo le chiede se abbia paura del tempo che passa, timore dell'età che avanza e lei, con grande serenità, risponde serafica: "Bisognerebbe capire di cosa avere paura. Il tempo passa, quello che è stato non ci sarà più, quello che viviamo è il momento e ci sarà sempre un domani".