Mario Orfeo, nel corso dell'audizione in Commissione Vigilanza, si è espresso riguardo al tanto discusso contratto di Fabio Fazio. Il direttore generale della Rai ha spiegato che il noto presentatore percepirà 10mila euro in meno rispetto allo scorso anno, pur lavorando per più ore

"Il compenso annuo complessivo dell'artista risulta in linea con quello percepito nell'ultima stagione televisiva su Rai3 pur in presenza di un volume di attività più elevato e destinato alla rete ammiraglia. Nello specifico, si passa dalle 110 ore di programmi realizzati su Rai3 nella stagione 2016/2017, di cui 92 del programma ‘Che tempo che fa' e 18 del programma ‘Rischiatutto' a 128 ore per la stagione 2017/2018 di programmazione su Rai1, di cui 96 per le prime serate e 32 per le seconde serate del programma ‘Che tempo che fa'".

Quindi, è sceso nei dettagli

"In ossequio alla policy del tetto degli ingaggi, il costo unitario del contratto con Fabio Fazio si riduce del 16% rispetto all'anno scorso con il costo medio a puntata di 450.000 euro, a fronte di ricavi pubblicitari netti per puntata di 615.000 euro. Fazio guadagnerà 10mila euro in meno rispetto all'anno scorso facendo più ore di programma. Già con 13 puntate in autunno si ripaga integralmente l'accordo quadriennale. Con quest'operazione manteniamo uno degli artisti più prestigiosi del panorama italiano, che vale l'1% di share. L'accordo con Fabio Fazio ci consente un cospicuo recupero di risorse nel medio e lungo periodo".

Orfeo, inoltre, ha chiarito che due emittenti private avevano offerto a Fazio un contratto ben più ricco di quello proposto dalla Rai, presumibilmente si tratta di Discovery e Mediaset.

I conti della Rai per il 2017 e il 2018, dal pareggio alla perdita.

Mario Orfeo ha parlato dei conti della Rai per quanto riguarda l'anno in corso e quello a venire: "La previsione dei conti per il 2017 è di sostanziale pareggio, nel 2018 si prevede una perdita per 80-100 milioni di euro a seguito della presenza dei costi dei grandi eventi sportivi". Infine, ha descritto la situazione che gli è stata consegnata, una volta nominato direttore generale

"Sono stato nominato in una fase di estrema delicatezza nella vita della Rai. Quando sono arrivato ho trovato tre aspetti: il rischio concreto che alcuni talenti potessero andare via dall'azienda, una situazione di previsione sui conti del 2018 difficile e la bocciatura del 22 maggio del piano news comprensivo del nuovo portale web. […] Stiamo lavorando al nuovo Contratto di servizio e contiamo di chiudere e presentarlo all'attenzione del Parlamento entro fine settembre o inizio ottobre. Sarebbe un risultato a suo modo storico".